La rabbia di Frisco, i luoghi di Malandra

Nel week end il vernissage per le personali dei due artisti pescaresi
PESCARA. Fine settimana all’insegna dell’arte contemporanea per Pescara che, grazie all’opera di due artisti, regalerà ai propri cittadini una possibilità di svago culturale non propriamente allineata alle esigenze del San Valentino. Andrea Malandra e Francesco Ciancabilla, infatti, proprio nelle giornate di sabato 14 e domenica 15, inaugureranno rispettivamente le mostre “Nova Pe Mobile art - La città di Andrea Malandra” e “Nuovi Mundi”, il primo al museo Vittoria Colonna e il secondo all’Aurum.
La “Nova Pe” di Malandra (classe 1964) parte da un’esigenza specifica, che il regista e fotografo pescarese è andato maturando negli ultimi due anni: esibire per la prima volta in città una personale di opere di mobile art riguardante la propria quotidianità urbana. Un progetto nato un po’ per gioco nell’ottobre del 2012 in occasione della manifestazione di protesta dei pescatori contro la mancata pulizia dei fondali del porto canale, i quali buttarono delle "scafette" di pesce davanti al Comune di Pescara. «In quel contesto», racconta il regista, «scattai una prima foto con il mio cellulare e subito capii che avevo scoperto, sicuramente dopo tanti altri, le potenzialità di uno strumento quotidiano che mi poteva far esprime artisticamente». In questa sua prima prova “d’artista” Malandra si è focalizzato sui luoghi a lui più familiari, «perché certi luoghi», prosegue, «si prestano ad una visione contemporanea delle città, sia sotto l'aspetto architettonico, sia sotto l’aspetto sociale. Come un flâneur ho vagato di strada in strada alla ricerca di quelle immagini in grado di colpire il mio sguardo, raccontandole credo con ironia e disincanto». “NovaPe” aprirà al pubblico alle 18 di sabato e sarà visitabile fino al 28 febbraio.
“Nova Mundi” di Francesco Ciancabilla – in arte Frisco, classe 1959 – aprirà invece al pubblico domenica 15 febbraio nella sala degli Alambicchi dell’Aurum, visitabile fino al 7 marzo, arrivando in città dopo l’enorme successo che Frisco ha riscosso con l’opera “One Hundread Women” all’Arte Fiera di Bologna, in gennaio. Nei locali dell’Aurum saranno esposte quelle tele, dai contrasti netti e taglienti, di uomini e donne che appartengono alla vita di Frisco, e che sembrano voler raccontare la silenziosa storia che li anima: il mistero della vita, la rabbia della lotta, la parola rubata. Un’espressività densa, carica di sensualità e di dolore, di attesa e di slancio che travolge lo spettatore, e che invita a intuirne la storia, a inventarne una tutta nostra, all’insegna del gioco di sperimentazioni tipico del lavoro dell’artista abruzzese.
Federica D’Amato
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