La signora Longari in cabina: «Che bufala quell’Ahi! Ahi! Ahi!...»

La campionessa abruzzese torna a indossare le cuffie nelle due anteprime del “quiz dei quiz” condotto da Fazio
di Lalla D’Ignazio
Bastava, e forse basta ancora, un piccolo guaio – una frittata bruciata, l’annuncio di un aumento di tasse, il parcheggio introvabile – e alla esclamazione «Ahi! Ahi!» c’era, e forse c’è ancora, qualcuno che immancabilmente fa: «Signora Longari...». A seguire, ecco sorriso, annuire della testa attraversata dall’immediato ricordo in bianco e nero, sguardo complice con l’inguaiato di turno e subitaneo coretto: «...lei mi cade sull’uccello!».
Eppure quel ricordo collettivo sulla cui veridicità in tanti sono disposti a giurare in realtà è una bufala, una leggenda metropolitana smentita da tempo – e senza successo alcuno – sia dal mitico Mike Bongiorno che l’avrebbe pronunciata, sia dalla brava signora Longari, concorrente passata alla storia anche come destinataria dell’involontario (?) doppio senso scandito dal presentatore davanti a 30 milioni di italiani incollati al televisore ogni santo giovedì sera dal 5 febbraio 1970 fino al 25 maggio 1974 per il quiz dei quiz, il Rischiatutto: «Impossibile che Mike non l’abbia detto, io l’ho sentito!».
Dagli anni Settanta in poi, la battuta è stata ripetuta milioni di volte, è stata usata in mille gag e Mike, sapientemente, non l'ha smentita per lungo tempo. Anzi. Domani e dopodomani Rischiatutto arriva su Rai1 con due puntate speciali in prima serata condotte da Fabio Fazio, anteprima del quiz vero e proprio che tornerà in autunno. Lo studio è stato ricostruito con attenzione filologica, confrontando il materiale filmato in bianco e nero con le fotografie a colori: «Le scenografie non devono semplicemente sembrare uguali, ma essere uguali», il diktat di Fazio. Christian De Sica, Maria De Filippi, Fabrizio Frizzi, Lorella Cuccarini, Vincenzo Salemme, Fabio De Luigi e venerdì 22 Fiorello (che ritorna in tv dopo 5 anni) saranno divisi in squadre, diventeranno per una sera concorrenti del quiz per omaggiare un capitolo storico della cultura popolare italiana. In cabina torneranno anche tre ex campioni del programma di Mike Bongiorno, pronti a giocare con gli altri ospiti: Andrea Fabbricatore, Giuliana Longari e Maria Luisa Migliari. E chissà che non sia l’occasione per la verifica: magari quell’ahi! ahi!... ci fu, ma detto a qualcun altro e poi ingoiato dalla immensa popolarità della signora Longari, come qualche storico della tv azzarda, indicando nelle concorrenti Maria Luisa Migliari , Anna Mayde Casalvolone e nella signora Capicchioni le vere destinatarie del celebre rammarico ornitologico.
L'espressione in realtà diventa famosa nel 1976 con “L'altra domenica” di Renzo Arbore: per prendere in giro i quiz televisivi, Arbore poneva domande strampalate al telefono. Chi sbagliava, subiva un coretto dei Los Remedios (orchestrina di finti messicani) che, sull'aria di “Cielito lindo”, recitava “Ahi, ahi signora Longari”.
Sono passati 46 anni. Giuliana Longari è oggi una gioiosa pensionata (dopo aver lavorato alle Teche Rai) e vive ad Ariano, vicino a Roma, in una vecchia casa in centro storico con i suoi adorati gatti. Fu anche tra le prime abruzzesi in tv: il cognome da signorina è Toro, della famiglia della Centerba che si fabbrica a Tocco da Casauria, «ma Mike mi presentava dicendo che ero di Popoli, perchè lì ero nata in tempo di guerra», ricorda l’insuperabile esperta di storia romana, «e i toccolani se ne avevano a male! (. ride) “Correggilo”, mi dicevano»
Contenta di questo ritorno in tv?
Sono contenta della situazione, divertita. Lo studio è stato ricostruito esattamente com’era e devo dire che nel vederlo ho sentito un colpo nello stomaco, mi ha fatto impressione, come se la macchina del tempo si fosse attivata. Mezzo secolo...
Come andò la storia della battuta...?
Io come andò non lo so. Come si creano le leggende metropolitane? Sa, tipo barzellette in ambiente accademico, con doppi sensi. Era plausibile? Io dicevo: ma come vi viene in mente con la Rai che censurava anche la parola membro… Mike non smentì che molto tempo dopo. Io lo dicevo che non era vero, ma non mi credevano, poi con il programma di Arbore diventò proprio una battuta popolarissima. La verità uscì fuori nei primi anni Ottanta, quando Mike passo in Mediaset e spesso giocava a fare gaffe. E la cosa divertente è che prima per strada mi apostrofavano ridendo: ahi ahi signora Longari! E dopo mi fermavano per chiedermi: ma è vero che non è vero...?
La vedevano 30 milioni di persone, c'era qualcuno in strada che non la riconosceva?
Invece non mi riconosceva nessuno. Intanto ero molto più semplice di come apparivo, in tv cambiavo parrucca, trucco, lo facevo apposta. Mentre fuori ero jeans e scarpe basse. Ma, sa, il mondo è proprio cambiato. Sono sicura che mi riconosceranno di più ora che allora. Cioè mi vedrà molta molta meno gente, ma mi riconosceranno più o meno tutti. La tv è cambiata, prima era un elettrodomestico che faceva compagnia, ora è un totem che crea e distrugge le persone, basta un passaggio e sei riconosciuta ovunque. Allora mi facevo riconoscere quando volevo io. Se serviva per la Centerba di mio padre ero “la signora Longari”, ma nella vita di tutti i giorni no.
Come era Mike?
Come lo vedevi in tv. Mi rimproverava perché andavo in giro per gli studi e lui diceva che dovevo studiare, gli sembrava che non prendessi sul serio la cosa. Mi diceva: “Non lo sa che gli atleti si devono concentrare prima della gara?”. La sua forza era essere se stesso, credeva ciecamente in quello che faceva e non era “personaggio”, lasciava spazio al meccanismo del gioco, era un “porgitore di domande”, era la sua bravura perché era l’autore: aveva i tempi giusti. Meno protagonista rispetto ai presentatori di oggi, non invadente e incredibilmente bravo. Poi è cambiato un pochino quando è andato a Mediaset e doveva vendere i prosciutti (ride). L’ho rivisto spesso e solo poco prima che morisse ho scoperto lati umani che non sapevo: era un padre affettuoso, marito innamorato, aveva vissuto la prigionia in guerra, ma non lo raccontava quando era all’apice.
Oggi guarda i quiz in tv?
No. Sono dei giochi e non mi coinvolgono. Credo poco alla fortuna e ora si tratta quasi solo di questa mentre al Rischiatutto dovevi sapere. Però i quiz mi piacciono, ieri alle prove rispondevamo tutti... No, non sono una quizzarola di professione, e non lo erano Inardi, Migliari e gli altri campioni. Tutte persone vere. Anche Fabbricatore, che sempra uscito dalle pagine del Boccaccio, è proprio così come lo vedete, non “personaggi” da reality. Io l’ho vissuta divertendomi, giocando molto, e penso anche gli altri, forse per questo ci ricordano.
Lei vinse circa 13 milioni di lire in gettoni d'oro, una cifra notevole per l'epoca...
Sono la più sfigata del mondo dei quiz (ride): quella che è stata più tempo al Rischiatutto, la più popolare forse, eppure ho vinto meno. Fabbricatore e Migliari hanno vinto tre volte quello che ho vinto io, in meno tempo e con meno fatica. Ma sono proprio contenta così. Ci davano i gettoni d’oro di una lega a mille, poi si accorsero che erano sottili come soldi e la Rai non poteva pagare, ma fare una sorta di regalo, e hanno fatto una lega diversa, cambiato formato, ma ce li davano sempre in sacchetti come il tesoro dei pirati.
E l'Abruzzo, Tocco, Popoli viene spesso? È legata a questa terra?
Moltissimo. A Tocco trascorrevo estati meravigliose con i nonni; e poi c’era mio padre con la Centerba, ora mio fratello. Sono legatissima, sì. Io sono abruzzese. Che vuol dire non lo so, forse la montagna il mare.. ma io mi sento abruzzese.
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