La storia dell’aviazione abruzzese in un libro

27 Settembre 2023

Domani la presentazione al Circolo Aternino di Pescara: cinquantasette biografie, da D’Annunzio a D’Ascanio e Pomilio

PESCARA. Tutto ebbe inizio quando i fratelli Montgolfier si librarono nell’aria sollevati da un pallone aerostatico, nel 1783. Da allora la conquista dei cieli ha fatto passi da gigante, passando dal pallone al dirigibile, fino agli aeroplani in grado di sorvolare oceani e continenti, finanche oltre la velocità del suono. Nei primi decenni del Novecento, anche in Italia si sviluppò un’imponente spinta tecnologica, umana e militare verso la creazione di un’aviazione moderna.
Furono gli anni in cui l’aereo si trasformò da oggetto futuristico, feticcio di poeti e avventurieri, a mezzo di trasporto e poi arma di guerra nelle mani di coraggiosi piloti solitari, protagonisti di sfide cavalleresche, trasvolate oceaniche e rincorse al primato. Ma al di là del mito, il secolo breve fu anche tempo di avanzamenti tecnologici pionieristici, di elaborazione di metodologie, calati nella realtà del primo conflitto mondiale.
Proprio quest’anno cade il Centenario della fondazione dell’Aeronautica militare, che trae in gran parte le sue radici dalle eroiche e drammatiche imprese aviatorie della Grande Guerra. Per l’occasione, la casa editrice Mondo Nuovo ha mandato alle stampe il libro Aviatori abruzzesi e molisani della Prima guerra mondiale, scritto a quattro mani da due ex ufficiali dell’Aeronautica militare, Antonio Di Gregorio e Alessio Meuti. Meuti, presidente dell’Associazione culturale Circolo del 72 di Bovolone (Verona), è un apprezzato ricercatore di storia aeronautica; Di Gregorio, maggiore in congedo e membro dell’Associazione Arma aeronautica di Pescara, aveva già scritto nel 2016 un volume dedicato a Gabriele D'Annunzio e al celebre volo su Vienna (Vienna 1918. Gabriele D'Annunzio e gli altri).
L’interessante volume verrà presentato venerdì alle ore 17.30, al Circolo Aternino a Pescara. A dialogare con l’autore Di Gregorio sarà il professore di storia contemporanea Marco Patricelli, con l’introduzione di Licio Di Biase. Saranno presenti anche Angelo Colizza, presidente dell’associazione Arma aeronautica, e Mimmo Sarchiapone, il maestro grafico e incisore autore delle acqueforti e dei disegni che impreziosiscono le pagine del libro e la copertina.
Aviatori abruzzesi e molisani, realizzato dopo attente ricerche in biblioteche e archivi storici, è un omaggio ai pionieri del volo di questo territorio, autori di un contributo importante che non si ferma, appunto, alla ben nota passione del Vate. Come scrive nell’introduzione al libro lo storico Marco Patricelli, D’Annunzio fu uno dei primi ad appassionarsi al nuovo mezzo: «Volare è una cosa divina!... Non penso che a volare ancora», scrisse dopo il suo primo volo. Ma ci sono molti altri, in questo volume: aerostieri, osservatori, piloti, ingegneri.
Cinquantasette biografie individuate tra gli anni della Guerra e quelli immediatamente precedenti e successivi, dai più noti, come Corradino D’Ascanio, celebre “papà” dell’elicottero (oltre che della Vespa) e Ottorino Pomilio, pilota e ingegnere, fino agli sconosciuti come Tommaso Serafini, allievo pilota ortonese caduto nel 1918 a Orbetello durante l’addestramento. Nel libro trova spazio anche una donna abruzzese, Edvige Campana, nata a Barrea ed emigrata in America, dove prese il nome di Mary Ann Campana e anche il brevetto di volo nel 1932, a 19 anni: suo il record mondiale, ricordato nel prestigioso museo Smithsonian di Washington, di resistenza per aerei leggeri, 12 ore e 27 minuti.
Il lavoro di Di Gregorio e Meuti non intende snocciolare meri dati anagrafici, ma va alla ricerca di storie e vite: baroni, meccanici, soldati, ufficiali, i veri protagonisti di un “volo” lanciato verso la modernità.
I primi dieci capitoli del libro sono invece dedicati alla descrizione del momento storico, in Abruzzo e Molise e in Italia in generale, sia dal punto di vista sociale che dell’aviazione, mettendo in risalto anche il rapporto tra la difficile realtà di una regione del Sud tradizionalmente dedita all’agricoltura e alla pastorizia e la vocazione di alcuni suoi “figli” all’avventura. Tantissime, tra i menzionati, le medaglie assegnate al valore militare.
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