L’Aquila

La storia della “ragazza senza gioventù”: Paolina Giorgi rivive in un docufilm

12 Gennaio 2026

L’artista aquilana fu uccisa a Genova nel 1911, a ventisette anni, da un innamorato respinto. Ora la vicenda ispira l’opera di Fabrizio Pompei, realizzata con l’ausilio dell’Intelligenza artificiale

L’AQUILA. Paolina Giorgi aveva un nome da manifesto e una fine da cronaca nera. Era lo pseudonimo di Francesca Chiodi, artista aquilana del café chantant, uccisa a Genova nel 1911 da un innamorato respinto: aveva 27 anni, una specie di antesignana ideale di quel “club dei 27” che, molto dopo, diventerà etichetta pop per vite bruciate troppo in fretta.

Ora la sua storia torna sul grande schermo, con un dettaglio che dice parecchio del presente: dentro al film c’è anche l’intelligenza artificiale. L’opera, un docufilm dal titolo La ragazza senza gioventù, è stata presentata in anteprima ieri sera nella multisala Movieplex dell’Aquila.

Il film è una realizzazione dell’Istituto cinematografico La Lanterna Magica, con regia di Fabrizio Pompei, sceneggiatura di Iaia Centofanti, musiche originali di Elena Floris; le elaborazioni con intelligenza artificiale sono invece curate da Giuseppe Tandoi.

La ragazza senza gioventù si inserisce nel crescente interesse attorno alla figura di Paolina: un percorso che prova a rimettere insieme un mosaico fatto di talento, fama, libertà personale e, alla fine, violenza. Girato interamente in Abruzzo, nei luoghi legati alla sua vicenda, il docufilm è costruito come un viaggio tra tempo e territorio, intrecciando ricostruzioni teatrali, testimonianze e documenti d’archivio. Tra i contributi presenti c’è anche l’intervista con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, che riflette sul ruolo della letteratura nel dare voce a chi resta ai margini, come Paolina e, più in generale, le donne vittime di violenza. Un tassello che sposta il racconto dalla curiosità biografica a una domanda più scomoda e attuale: cosa resta, oggi, di quelle storie che il rumore del mondo tende a coprire.

Il progetto nasce con l’obiettivo di recuperare e valorizzare memorie femminili spesso trascurate attraverso un linguaggio pensato per parlare al pubblico contemporaneo. La realizzazione è supportata con il contributo della Giunta regionale d’Abruzzo ed è basata sugli studi di Errico Centofanti, che dal 2008 hanno riportato attenzione sulla “ragazza senza gioventù”. Oltre a Centofanti e Di Pietrantonio, partecipano al racconto anche Fabrizio Marinelli (presidente della Deputazione abruzzese di storia patria), Silvia Nanni, Martina Sconci, Stefano De Matteis e Maria Teresa Giusti (Università Roma Tre e Chieti-Pescara). E nel lavoro confluiscono anche il video artist Giuseppe Tandoi, l’attrice Gemma Maria La Cecilia, la violinista Elena Floris, e la voce fuori campo di Veronica Visentin. Per la parte tecnica: riprese di Diodato Salvatore e Francesco Colantoni, montaggio di Giuseppe Tandoi e Diodato Salvatore, color di Francesco Colantoni, registrazioni audio di Diego Sebastiani, produzione esecutiva di Manuela D’Innocenzo e Pierluigi Rossi.

E mentre il docufilm riporta Paolina in sala, in città la discussione non è mai davvero uscita di scena: è stata avviata una raccolta firme per chiedere che all’artista venga intitolato un luogo pubblico, una via o una piazza, come segno di riconoscimento e memoria.

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