La voce di Tilda in un corto di Almodóvar a Venezia

VENEZIA. Una donna sola al telefono e una notte a Miami ammantata di razzismo sono al centro di due nuovi film che si aggiungono, fuori concorso, al programma della 77esima Mostra di Venezia (2-12...
VENEZIA. Una donna sola al telefono e una notte a Miami ammantata di razzismo sono al centro di due nuovi film che si aggiungono, fuori concorso, al programma della 77esima Mostra di Venezia (2-12 settembre). Ovvero il raffinato assolo di The Human Voice di Pedro Almodóvar e il politico One Night in Miami di Regina King. E, molto probabilmente, gli aggiornamenti in questa edizione del festival non finiranno qui e anche il concorso, stabile per ora a soli 18 titoli, avrà le sue novità in una manifestazione nata e cresciuta sotto la pandemia e dunque più che mai sensibile a mille variabili temporali e geografiche. Intanto, The Human Voice di Pedro Almodóvar, girato e montato a tempo di record, tratto da una pièce omonima di Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton.
Il film racconta la storia di una donna disperata (Tilda Swinton) che aspetta la telefonata dell'amato che l'ha appena abbandonata per poi chiamarlo in un lungo disperato e folle monologo (non si sente mai la voce dell'uomo). Tra le curiosità di questo film breve (dura solo 30 minuti), il fatto che è il primo in inglese di Almodóvar e che soddisfa una sua antica passione (quella appunto della pièce di Cocteau)..
«Sono entusiasta di tornare a Venezia», dice Almodovar, «in questo anno speciale, con il Covid 19 come involontario ospite. Tutto sarà differente, e non vedo l'ora di scoprirlo di persona. È un onore affiancare Tilda in un anno in cui riceverà un premio meritatissimo (il Leone alla carriera, ndr). Per la verità, The Human Voice è un festival di Tilda, una rassegna dei suoi infiniti e assortiti registri come attrice. È stato uno spettacolo dirigerla».
Di tutt'altro sapore One Night in Miami di Regina King. La notte a cui fa riferimento il titolo è quella del 25 febbraio 1964 quando il giovane Cassius Clay era appena diventato il nuovo campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center. Clay, a sorpresa, aveva sconfitto Sonny Liston, ma mentre tutti erano pronti a festeggiare la vittoria, il campione fu costretto a lasciare l'isola a causa delle leggi di Jim Crow sulla segregazione razziale. Una notte che sicuramente ha pesato sulla vita dei quattro amici e campioni neri nella voglia di costruire un mondo nuovo e più giusto.
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