La voce graffiante di Serena Brancale con la Medit Orchestra al Flaiano

PEsCaRA. Ad aprire la rassegna Adriatic Jazz - Women as leaders questa sera, con il primo dei tre appuntamenti in programma all’Auditorium Flaiano di Pescara (ore 21.15), ci sarà Serena Brancale, una...
PEsCaRA. Ad aprire la rassegna Adriatic Jazz - Women as leaders questa sera, con il primo dei tre appuntamenti in programma all’Auditorium Flaiano di Pescara (ore 21.15), ci sarà Serena Brancale, una delle voci più talentuose della scena musicale italiana, accompagnata dalla Medit Orchestra, diretta dal maestro Angelo Valori. La rassegna Adriatic Jazz – Women as leaders, organizzata e promossa dall’Ente Manifestazioni Pescaresi, si fonda sulla collaborazione tra Pescara Jazz e Ancona Jazz, due festival storici che rispettivamente dal 1969 e dal 1979 hanno ospitato i più grandi musicisti del mondo e che insieme presentano al pubblico un progetto di produzione di 3 concerti, volti a valorizzare le eccellenze femminili e i giovani talenti, con sei appuntamenti in cartellone che saranno ospitati nelle città di Pescara e Senigallia. Sostenuto dal Ministero della Cultura, il festival, che ha come interpreti principali tre artiste straordinarie, le cantanti Serena Brancale e Karima, affiancate dalla Medit Orchestra e la pianista Carine Bonnefoy con la Colours Large Ensemble, celebra il binomio tra musica e femminile. Serena Brancale, cantante pugliese, si presenta al pubblico con un concerto dedicato alle canzoni del sud rielaborate in chiave jazz, spaziando dal pop, al jazz, fino al repertorio più classico. Ad affiancarla dunque la Medit Orchestra (composta per due terzi al femminile e per lo più under 35), con i suoi 12 archi e sezione ritmica, diretti dal maestro Valori, con Luca Aquino trombettista e Giovanni Guidi, estroso pianista e compositore umbro, scoperto da Enrico Rava. Brancale, nota al grande pubblico per la partecipazione a Sanremo nel 2015, con il raffinatissimo “Galleggiare”, è dotata di una voce scura e versatile e di una forte inclinazione nel valicare confini sonori, con cui riesce fisiologicamente a “manipolare” i diversi generi, attraverso le sue inedite composizioni.