La Zuppa del pellegrino con ceci e zafferano dal cuore dell’Abruzzo

1 Giugno 2017

Una ricetta che racconta il territorio e la sua tradizione di accoglienza  dei viandanti sulle strade della fede lungo il Tratturo Magno

Pizza ricca della Transumanza con crema di pecorino e zafferano, Zuppa del pellegrino ceci e zafferano, Lombo di maiale con salsa di patate allo zafferano e misticanza, Morbido e croccante al formaggio e oro rosso. Un menù completo dedicato all'oro rosso d'Abruzzo, il purissimo zafferano dell'Aquila, cibo simbolo della giornata pensata dall'associazione Vie dello Zafferano per valorizzare bellezze e bontà dell'altopiano di Navelli in occasione dell'Abruzzo Open Day Summer. Cotto & Crudo è entrato nella cucina dei cuochi coinvolti, Alessandro D'Andrea (agriturismo Centuria, San Pio delle Camere) e Eugenio Masci (ristorante Paneolio, Poggio Picenze).
La ricetta scelta dall'invitante menu degustazione - proposto nella giornata di festa di ieri con un contributo di soli 10 euro – è la Zuppa del Pellegrino. Un modo per raccontare il territorio e la sua tradizione di accoglienza ai viandanti sulle strade della fede lungo il Tratturo Magno. Le chiese dedicate a Santa Giusta, Madonna dei Cinturelli, convento di San Giorgio, eremo di San Venanzio, sono alcune delle mete raggiunte dal cammino dei pellegrini. Una storia che Le vie dello zafferano ha voluto raccontare ai più giovani per educarli all'amore per il territorio di appartenenza, l'altopiano di Navelli, gioiello di natura, arte e bellezza che vuole scommettere sul turismo di qualità per la rinascita economica dopo il terremoto. Cibo simbolo del territorio, il pregiato zafferano tutelato dal marchio dop è un prodotto unico al mondo per intensità di colore, sapore, gusto, principi attivi elevatissimi, saffranale e crocina, potenti antiossidanti. Una spezia millenaria, coltivata ai piedi del Gran Sasso, sull'altopiano di Navelli fin dal 1400. Ma sempre attuale come dimostra la valorizzazione in cucina da parte di chef stellati e non.
L'idea di colorare di giallo zafferano le pietre sul camponei pressi di Santa Maria dei Centurelli, a Caporciano, e farne un'installazione di land art è delle Vie dello zafferano. L'associazione, presieduta per il secondo anno da Nicola Ursini, coltivatore dei crochi viola a San Pio delle Camere, ha voluto affidare l'intervento agli alunni della media Alighieri (plesso Carducci) in collaborazione con Epogea produzione e mercato. «L'installazione resterà come dono dei giovani al territorio», raccontano i componenti del nuovo direttivo dell'associazione, tutti operatori del territorio aquilano: con Ursini, il maestro del gelato Francesco Dioletta; la vignaiola Adriana Tronca, coltivatrice di zafferano a Goriano Valli, Media valle dell'Aterno; Ettore Gentile, coltivatore a Prata d'Ansidonia; Roberta Di Paolo, operatore turistico a Santo Stefano di Sessanio.
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