“Lacci”, la storia di una famiglia lacerata dai rancori

Luchetti porta sullo schermo il libro di Starnone E tra commedia e favola ecco “Burraco fatale”
Continuano ad arrivare in sala alla spicciolata i film della Mostra di Venezia, insieme ad altri titoli passati nei festival. Ieri è uscito Lacci, film d’apertura fuori concorso al Lido, che Daniele Luchetti ha tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi, 2014), che ne è sceneggiatore col regista e Francesco Piccolo.
Rispetto alla pagina del 77enne Starnone la storia viene trasportata dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, decennio più consonante al 60enne Luchetti, che già aveva trasposto un libro dell’autore napoletano, “La scuola”, grandissimo successo del 1995. Luchetti ha già raccontato una famiglia (la sua) lacerata dalla fine dell’amore in “Anni felici”. Anche in “Lacci” un focolare viene devastato: nella Napoli anni Ottanta Aldo e Vanda, interpretati da Luigi Lo Cascio e Alba Rohrwacher, si sposano giovanissimi per amore; lui conduttore radiofonico Rai, lei insegnante precaria; dall’unione nascono Sandro e Anna. Aldo, però, si sente soffocare e innamoratosi della giovane Livia (Linda Caridi) se ne va a Roma con lei. L’apparente armonia si sfalda, tra scenate, ricatti, tentativi di suicidio, figli spauriti, tribunale. Trent’anni dopo, coi figli cresciuti nella precarietà sentimentale (Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno), Aldo e Vanda (Silvio Orlando e Laura Morante) sono ancora insieme, nel silenzio e nel rancore.
Da ieri sullo schermo il film d’animazione Latte e la pietra magica delle registe Regina Welker e Nina Wels, che riprendono le storie per l’infanzia di Sebastien Lybeck popolari in Germania negli anni ’50, protagonista la coraggiosa e pasticciona porcospina Latte. Quando nel bosco in cui Latte vive si prosciuga anche l’ultimo lago e piante e animali soffrono la sete, la simpatica porcospina e il timido scoiattolo Tjum partono per ritrovare la pietra magica, rubata molto tempo prima dal re degli orsi.
Il processo ai Chicago 7 di Aaaron Sorkin, in sala da ieri, vede in campo una parata di star – Michael Keaton, Sacha Baron Cohen, Joseph Gordon-Levitt, Frank Langella, Eddie Redmayne, Mark Rylance, William Hurt – per rievocare la controcultura e i movimenti di protesta fine anni ’60. In particolare la vicenda processuale dei Chicago Seven, 7 attivisti che manifestarono contro la guerra in Vietnam alla convention del Partito Democratico il 28 agosto 1968, causando scontri con polizia e Guardia nazionale. Finirono sotto processo come capri espiatori in un giudizio che si cercò di pilotare verso la condanna.
Con un poker di attrici scatenate, tra commedia e favola ecco da oggi sullo schermo Burraco fatale di Giuliana Gamba, fuori concorso al BiFest di Bari. Ad Anzio 4 amiche di mezz’età evadono dal grigiore quotidiano giocando a burraco: Irma (Claudia Gerini), con marito fedifrago (Pino Quartullo), la casalinga Eugenia (Angela Finocchiaro), moglie sottomessa, la vedova Miranda (Caterina Guzzanti), con suocera iena (Loretta Goggi), e la notaia Rina (Paola Minaccioni), bugiarda, scommettitrice, cleptomane. Campionesse delle carte, decidono di partecipare a un torneo nazionale. Scopriranno che la vita può riservare la seconda occasione, specie Irma che trova l'amore nel pescatore Kalid (Mohamed Zouaoui), che si rivelerà un principe con soldi e harem.
Dalla Francia il polar Roubaix, une lumière di Arnaud Desplechin, in concorso a Cannes 2019, premio César per il migliore attore a Roschdy Zem, interprete del commissario Daoud. Nella notte di Natale, nella sua Roubaix, la cittadina del nord famosa per una classica del ciclismo, Daoud deve risolvere un caso inquietante, il brutale assassinio di un’anziana signora. Con l’aiuto di un nuovo arrivato, il giovane agente Louis (Antoine Reinartz), Daoud stringe il cerchio delle indagini intorno alle giovani Claude (Léa Seydoux) e Marie (Sara Forestier), povere, alcolizzate, amanti. Sono loro le colpevoli?
Nel fantasy thriller Paradise Hills, opera prima di Alice Waddington, la giovane ribelle Uma (Emma Roberts) si sveglia in una scuola su una remota isola, in cui le ragazze irrequiete vengono rieducate col programma Paradise Hill per diventare perfette fanciulle da marito. A capo del programma c'è la severa Duchessa (Milla Jovovich). Uma, sospettando qualcosa di sinistro nel lussuoso riformatorio immerso nel verde, si allea con le altre ragazze per fuggire. Si imbatteranno nell’infernale segreto di Paradise Hill. Nel cast Jeremy Irvine, Eiza González, Danielle Macdonald, Awkwafina.
Programmato per il 5 marzo, tre giorni prima della serrata dei cinema, esce ora Sola al mio matrimonio, della regista belga Marta Bergman. La giovane rom Pamela (Alina Serban) vive con la nonna (Viorica Tudor) e la sua bimba di pochi mesi alle porte di Bucarest. Sogna una vita migliore e, conosciuto Bruno (Tom Vermeir) grazie a un'agenzia matrimoniale on line, parte per il Belgio per raggiungerlo.