Lavia racconta i ragazzi che si amano da stasera al Comunale dell’Aquila

22 Novembre 2017

L’AQUILA. Gabriele Lavia apre, da stasera nel Ridotto del Teatro Comunale, la stagione teatrale aquilana del Tsa (Teatro stabile d’Abruzzo). L’attore porterà in scena l’amore giovanile e il rapporto...

L’AQUILA. Gabriele Lavia apre, da stasera nel Ridotto del Teatro Comunale, la stagione teatrale aquilana del Tsa (Teatro stabile d’Abruzzo). L’attore porterà in scena l’amore giovanile e il rapporto degli innamorati con la realtà in uno spettacolo intitolato “I ragazzi che si amano” da Jacques Prévert, con le musiche di Giordano Corapi. Lo spettacolo inizierà stasera alle 21 e domani alle 17.30. Il biglietto intero costa 17 euro, il ridotto 12.“I ragazzi che si amano”, prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana, enfatizza la differenza tra il primo amore giovanile e l’amore più maturo degli adulti. «Le parole di un autore come Prévert», spiega Lavia, «sono finite nel corso del tempo dentro i cioccolatini destinati agli innamorati. Ma che cosa ha di speciale? La sua specialità è di non essere speciale, eppure la sua epoca, è un'epoca di speciali. Prévert è come noi e noi siamo ed eravamo come lui. Prévert non vuole essere diverso da noi. Non vuole farsi notare. Chi sono “I ragazzi che si amano”? Siamo noi. E chi ha provato “questo amore / così violento / così fragile / così tenero / così disperato”? Siamo sempre noi. E siamo sempre noi “quel bambino strambo che rideva come un pazzo tutti i giorni e poi era contemporaneamente triste”. E tutto questo è detto semplicemente, senza distanze, né soggezione, né alcuna sacralità. Prévert al di là della popolarità delle sue parole d'amore, è un poeta estremamente complesso, un poeta strano, che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti profondi».
«L’amore e i giovani», conclude Lavia, «niente e nessuno esiste più attorno a loro, poiché essi non appartengono più a questo mondo, ma a un altro, che vive nell’accecante calore del loro sentimento».
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