Le cover fanno sognare e all’Ariston si vola con Lorella Cuccarini

10 Febbraio 2024

Viaggio nella memoria collettiva e nella storia di musica e tv Da Vecchioni a Gabbani, da Cocciante a Skin ospiti sul palco 

Alzi la mano chi non ha cantato e ballato ieri sera sul divano – alzandosi anche in piedi per qualche appassionato acuto a braccia spalancate – almeno una decina (per generazione) delle canzoni proposte nella sempre più amata serata delle cover del festival di Sanremo: un viaggio nella memoria collettiva, attraverso istantanee che fanno parte della storia della musica e della tv, un karaoke gioioso e insieme un’affettuosa cavalcata attraverso i ricordi. I cantanti in gara si sono divertiti, chi li affiancava nel brano pure. Di certo arrangiamenti accurati e moderni per i medley e interpretazioni fresche eintelligenti per le canzoni scelte.
Non era previsto che Fiorello salisse sul palco dell’Ariston ieri sera, ma si sa, lo showman è imprevedibile e ha voluto esserci con una serie di incursioni esilaranti, vicino all’amico conduttore Amadeus per tutto il giorno stressato dalle polemiche. Così già in avvio di serata si presenta con il cappuccio della giacca a vento tirato sul capo: «Sono qui per romperti le palle» dice abbracciando Ama, che dal canto suo poi apre la 4ª serata con un compunto benvenuto, lo sguardo al palchetto d’onore dell’Ariston inquadrato dalle telecamere: «Saluto sua altezza serenissima il principe Alberto II di Monaco». Immenso, affettuoso, commuove Roberto Vecchioni a fianco a un emozionato e bravissimo Alfa a cantare “Sogna ragazzo sogna” cui il giovane cantante aggiunge barre rap che strappano l’applauso del professore. Standing ovation per loro.
Sangiovanni canta con la spagnola Aitana la versione iberica della sua “Farfalle”; Annalisa spacca con “Sweet dreams”, successo mondiale degli Eurythmics datato 1983, in duetto con La Rappresentante di Lista; Gazzelle e Fulminacci hanno scelto “Notte prima degli esami “e tutto il teatro li accompagna con le luci dei telefonini. «Un bacio ad Antonello Venditti. Grazie che sei nato, ti vogliamo bene», dice Gazzelle al termine dell’esibizione. Gianna Nannini molto rock, sul palco con Rose Villain, porta un medley delle sue hit, “Scandalo”, “Meravigliosa creatura” e “Sei nell'anima”, accolte da un lunghissimo applauso. Intesa perfetta tra Pino d’Angiò e i BNKR44 (chi è più fanciullo tra loro?) con “Ma quale idea”, orchestrata da un Enrico Melozzi scatenato. Ariston in piedi per Riccardo Cocciante al pianoforte a coda e Irama dopo l'interpretazione in tandem di “Quando finisce un amore”, che compie 50 anni. «In questo momento difficile che sta vivendo il mondo volevo lasciarvi con questo», ha aggiunto Cocciante intonando “Vivere per amare”, dal suo “ Notre Dame de Paris”.
Ingresso spettacolare a passi di danza per Lorella Cuccarini, co-conduttrice della serata, che inizia a ballare davanti al teatro Ariston, accanto a una giovanissima ballerina piena di sogni che guardava Pippo Baudo in tv, prima di entrare con il corpo di ballo nel foyer dell’Ariston e salire sul palco sulle note delle grandi sigle di varietà. Quando si passa da “La notte vola” a “Sugar Sugar “sul palco appare Fiorello con una lunga e folta parrucca nera, in versione Manuel Franjo, il ballerino venezuelano partner di Lorella in tanti Fantastico. «La prima cosa che voglio dire», borbotta stirandosi in continuazione i capelli «è che non firmo la liberatoria non per il ballo ma per los capellos. E poi una sensazione di calor che parte da sopra e arriva da sotto... Per mettere esta maglia e non farla uscire dal pantalon idea fantasia... Un elastico che da una sensazion di division...». Un saluto affettuoso a Baudo da Lorella Cuccarini, con Fiorello e Amadeus: «Ciao Pippo, ti vogliamo bene». Poi è Lorella a presentare Fiorella Mannoia con Francesco Gabbani in intenso eppure scanzonato accordo nel mix scelto di “Che sia benedetta” e “Occidentali’s Karma”: a fine esibizione, Gabbani replica l’inchino con cui si scusò al festival 2017 per aver vinto ai danni di Mannoia. E stupiscono per intensità e voci i Santi Francesi e Skin sulle note di “Hallelujah” di Leonard Cohen. Scrosci di applausi per loro. Virata dance ma subito riconoscibilissimi per “Sarà perché ti amo” e “Mamma mia” – dal 1981 cantate in tutto ma proprio tutto il mondo – che i Ricchi e Poveri condividono con Paola e Chiara. Elegante la versione di Ghali con Ratchopper di Italiano vero, meedley omaggio a Toto Cutugno, «una delle colonne sonore della mia infanzia», dice Ghali, che poi saluta dolce dolce la mamma in platea.