Le finestre di Irkutsk e le porte di Venezia

A palazzo Farnese a Ortona un’esposizione di fotografie che unisce due città distanti ma con un comune senso artistico
ORTONA. Il filo ideale che unisce Venezia alla Siberia, ritratto nelle immagini di porte e finestre del capoluogo veneto e della città russa di Irkutsk, è il tema della mostra ospitata a palazzo Farnese fino al 20 dicembre. «Le finestre di Irkutsk. Le porte di Venezia» è il titolo dell’esposizione nata da un progetto dal fotografo Valery Sirovsky della fondazione “Patrimonio dei mecenati di Irkutsk”, centro nel cuore della Russia asiatica, una delle zone meno turistiche e conosciute del Paese. L’obiettivo era quello di far emergere il bello dell’antico, conservarne la memoria e non far svanire ciò che si va perdendo con la costruzione delle nuove metropoli.
Dalle 1.600 fotografie iniziali si è arrivati a selezionarne 300 che danno ora vita a questa esposizione: si tratta di scatti di fotografi più o meno noti, che accostano l’arte presente nei particolari architettonici di due città distanti tra loro, che non hanno mai avuto legami particolari. I due centri sono però appunto caratterizzati dalla cura in questi dettagli delle abitazioni, esaltati e messi in primo piano nelle fotografie di palazzo Farnese: Irkutsk, avamposto commerciale nel XVII secolo e oggi 620mila abitanti e capoluogo dell'omonimo oblast’, in passato è arrivata a guadagnarsi il soprannome di “Parigi della Siberia”, ed è famosa per le sue finestre: viene accostata a Venezia che invece spicca, tra le tante bellezze della città di San Marco, per gli ingressi delle abitazioni.
Proprio due città lontane in ogni senso sono, unite da un filo ideale ritenuto forte, servono a rendere l’idea dell’importanza della conservazione del patrimonio artistico e culturale che, negli spazi urbani moderni, rischia di scomparire insieme a un vasto patrimonio di tradizioni e di storia.
«I nostri paesi sono molto diversi, ma li accomuna una profonda visione artistica del mondo e una grande attenzione immaginativa», sottolinea la direttrice della fondazione “Patrimonio dei mecenati di Irkutsk”, Marina Kondrashova, «l’esposizione racconta in dettaglio la grande bellezza che possiedono Irkutsk e Venezia, il loro spirito e la loro storia, attraverso le lenti dei loro abitanti e dei maestri siberiani della fotografia».
La mostra ha fatto tappa in varie città italiane, fra cui Roma, Cantù e Verona, oltre ovviamente a Venezia e alcuni centri minori di Umbria e Campania. Ad arricchire l’esposizione c’è inoltre una sezione più “emozionale” dedicata alla cultura siberiana, con tappeti e sedili ricavati da tronchi, nei quali si può ascoltare musica tradizionale della regione di Irkutsk. L’iniziativa, curata per l’occasione dell’Associazione culturale Ortona moderna (Acom), è stata patrocinata dall’ambasciata della Federazione russa in Italia e dal Centro culturale russo di Roma.
La volontà dell’associazione ortonese è anche quella di sensibilizzare e consolidare i rapporti con la Russia sia a livello storico e culturale sia a livello socioeconomico.
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