Le notti dell’abiura in scena a Tagliacozzo

8 Agosto 2020

Questa sera uno spettacolo itinerante in due tempi con performance, musica e brani delle opere di Shakespeare

TAGLIACOZZO. La rassegna teatrale del Festival di Tagliacozzo curata da Federico Fiorenza prende avvio, oggi, con uno spettacolo suggestivo.
“Le notti dell’abiura” – è questo il titolo dello spettacolo – è un’iniziativa di teatro itinerante, articolata attraverso la formula della città-palcoscenico, pensata, spiegano le note di presentazione, «nell’ottica della ripresa del turismo e delle attività artistico-culturali, anche in periodi di crisi (come l’attuale situazione generatasi all’indomani della pandemia da coronavirus)». Lungo il percorso, il pubblico avrà modo di vedere scorci, vicoli, cortili, piazze, facciate di castelli, e in ciascuno di questi luoghi, troverà interventi di arte performativa (prevalentemente teatro, ma anche musica, canto e altro). Nell’estate del Covid-19, “Le notti dell’abiura” vuole rappresentare, spiegano ancora le note, «un baluardo di vera e propria resistenza artistico-culturale di fronte alla crisi.
Il format viene infatti sviluppato, seguendo le indicazioni che presuppongono distanziamento fisico e presidi di sicurezza, secondo la formula dello spettacolo "diffuso": gli attori sono dislocati singolarmente, in diverse postazioni, lungo un percorso da strutturare all'interno del centro storico di Tagliacozzo».
Gli attori Domenico Galasso, Antonia Renzella, Silvano Torrieri, Milo Vallone e Federica Vicino interpretano personaggi tratti dalla grande tradizione drammaturgica, responsabili di atti, gesti, scelte discutibili, per i quali si ritrovano a essere “accusati”, e quasi messi alla berlina. Si tratta di personaggi che confessano le loro colpe come se fossero davanti a un tribunale, un severo “tribunale morale”, davanti al quale tentano di liberarsi del peso che hanno sulla coscienza.
Lo spettacolo si compone di due diversi momenti. Alle 20, nello spettacolo “Principi in catene” «Prometeo, Sigismondo, Antigone e altri principi della storia, del pensiero, del mito, protagonisti di importanti opere della letteratura classica e contemporanea, intrappolati nella morsa degli eventi, liberano la loro anima di fronte a un implacabile tribunale. Ancora in catene dinnanzi agli spettatori». Alle 22, lo spettacolo “L’inferno è vuoto e tutti i demoni sono qui”, è basato sulle principali opere di William Shakespeare: alcuni fra i più noti personaggi delle tragedie di Shakespeare (da Amleto a Riccardo III, da Lady Macbeth a Giulio Cesare) raccontano se stesse e la loro storia davanti alla platea, come fossero alla berlina. «Sollecitate da un intimo senso del pudore», concludono le note di presentazione dello spettacolo, «sono chiamate a dover confidare necessariamente a qualcuno il loro destino: il destino dei rancori e dei dissapori».
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