Le opere di Bethan Huws in mostra a Vistamare

PESCARA. Alla ricerca di comunione espressiva, nuove letture e interpretazioni del segno d'arte, l'artista di origine gallese Bethan Huws torna protagonista, a distanza di tre anni dalla sua prima...
PESCARA. Alla ricerca di comunione espressiva, nuove letture e interpretazioni del segno d'arte, l'artista di origine gallese Bethan Huws torna protagonista, a distanza di tre anni dalla sua prima personale nella sede storica della galleria Vistamare di Benedetta Spalletti, in largo dei Frentani, a Pescara vecchia. La nuova personale che inaugura questa sera (18.30, ingresso libero, fino all’11 novembre), provocatoriamente intitolata “And what do you cultivate? ” , è frutto di un lavoro ad hoc pensato per la galleria pescarese, dunque completamente inedito. Un segno di affetto nei confronti di Vistamare, galleria particolarmente attenta al suo lavoro che propone nelle maggiori fiere del contemporaneo. Trilingue (gallese, inglese, francese), residente tra Berlino e Parigi, Bethan Huws rivela un evidente approfondimento dei concetti di Duchamp, l'inventore del ready - made nell'arte.
“Life is more important than art” recita un lavoro della Huws, che a Pescara presenta un corpus di lavori eterogeneo nella scelta dei mezzi espressivi. Nneon, vetrine, sculture, foto, grandi installazioni sono da intendersi come unico blocco tematico che definisce il suo intero percorso artistico. Le opere in mostra sono distribuite per cicli tematici. Una delle stanze accoglie il trio dei Perroquets, sculture in bronzo che riproducono diverse fogge di appendiabito, epitomo del ready-made nonché epifania della trinità, anch’essa di ascendenza duchampiana, che vedeva nel numero 3 significati magici uniti all’afflato religioso della santa trinità cristiana.
La sala grande è occupata dalle word vitrines, sorta di bacheca che accompagna l'artista dalla fine anni ‘90. Elementi bidimensionali, simili a quadri, questi contenitori sono la massima espressione dell’uso di testo e giochi linguistici che consentono all’artista uno spazio in cui esprimere i propri pensieri in libertà, un luogo in cui poter affermare cose altrove difficili da dichiarare, attestazioni in grado di svelare un pensiero unico e personale. Nella stanza principale è esposta anche la grande scultura Neon Queen: l’intreccio complesso dei tubi luminosi genera l’immagine in movimento di uno scacco alla Regina.
Jolanda Ferrara
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