Le passioni letterarie di Gabriele Rossetti

Trovati, studiati e pubblicati i taccuini del poeta e patriota vastese, sabato la presentazione
VASTO. La grande passione e la conoscenza di Dante Alighieri ma anche lo studio di Petrarca, Boccaccio, Bandello, Cecco d’Ascoli, Colonna e di molti altri autori del Medioevo e del Rinascimento italiano.
È quanto hanno restituito i Taccuini inediti di Gabriele Rossetti, il poeta e patriota vastese costretto a emigrare dall’Italia verso l’Inghilterra vittoriana dopo la condanna a morte del Re di Napoli. Il volume di 780 pagine pubblicato dall’editrice Carabba di Lanciano sarà presentato sabato 18 alle 18 a Casa Rossetti a Vasto ed è il risultato di un meticoloso lavoro di ricerca durato 4 anni e condotto all’Università di Chieti durante il dottorato in Storia, Patrimonio culturale e Lingue dell’area euro-mediterranea da Mariella Di Brigida , ricercatrice del Centro europeo di Studi Rossettiani di Vasto. Il Cesr svolge da anni il ruolo istituzionale di promozione dello studio della famiglia Rossetti attraverso convegni internazionali, ricerche e pubblicazioni. «I Taccuini provengono dal fondo archivistico di Vancouver conservato all’University of British Columbia», spiega il direttore, Gianni Oliva. «Il lavoro di ricerca è stato condotto sul posto, in trasferta. La collezione Angeli-Dennis proviene da Helen Angeli Rossetti, nipote di Gabriele e figlia di William Michael e Lucy Madox Brown. Contiene centinaia di carte appartenute ai principali esponenti del gruppo dei pittori preraffaelliti che gravitava intorno all’altro figlio del patriota, Dante Gabriel. Ci sono diari, lettere e manoscritti di varia natura di Swimburne, Browning e dello stesso Dante Gabriel», spiega il direttore. «Molto nutrita e quasi inesplorata è la sezione di italianistica, in cui sono confluite le carte di Gaetano Polidori, suocero di Gabriele, di Lavinia, moglie dello stesso Rossetti e, appunto i Taccuini. Questo libro si aggiunge alla traduzione degli Early Italian Poets di Dante Gabriel, dei Some Reminiscences di William Michael, e dei Racconti di Christina, la figlia poetessa e scrittrice vittoriana», aggiunge Oliva. I Taccuini costituiscono una delle più significative esperienze di ricerca condotte nell’ultimo decennio dal Centro. Danno nuovo slancio alla poliedrica e complessa figura dell’esule vastese che, deluso dalle critiche alle sue prime opere in prosa, rinunciò a dare alle stampe questi suoi appunti lasciandoli in eredità al figlio William Michael.
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