Le poetiche del quotidiano di Paolo De Cecco

“Omaggio” all’Ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo all’artista abruzzese sperimentatore del Cenacolo michettiano
CITTÀ SANT’ANGELO. La pittura, la musica, il periodo del Cenacolo, l’insegnamento, le sperimentazioni e le invenzioni… Si preannuncia ricco di “sorprese” l’Omaggio a Paolo De Cecco. Le poetiche del quotidiano (1843-1922), mostra dedicata alla lunga e sfaccettata opera dell’artista di origine angolana, in arrivo col primo maggio e per circa un mese all’Ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo.
Una mostra che sa di ri-scoperta, riappropriazione collettiva della figura di «un intellettuale prima ancora che artista» per dirla con la curatrice Daniela Garofalo. La mostra, più di 160 opere pittoriche e grafiche provenienti dalla collezione degli eredi dell'artista, quasi tutte inedite, si sviluppa al piano superiore del Complesso di Santa Chiara – Ex M.T. riannodando idealmente i fili del passato con quelli dell’arte di sperimentazione, «guardando a tutta l’arte senza perdere il senso della storia», aggiunge Enzo De Leonibus, direttore del Museo Laboratorio di Arte contemporanea, entità da tempo radicata nel territorio e partner della locale amministrazione nell’organizzazione dell’“Omaggio”, fortemente voluto dalla giunta Florindi. La raccolta esposta – «prima tappa di una più ampia ricerca» avverte la Garofalo – include documenti anche personali di notevole interesse storico, preziose testimonianze riferibili al periodo del Cenacolo di Francavilla e all’amicizia del De Cecco con Francesco Paolo Michetti (conosciuto a Napoli, dove frequentò poi l’Istituto di Belle Arti), Costantino Barbella, Gabriele D’Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Wilhelm von Gloeden. Fino ad oggi «gelosamente custodita», perciò poco o affatto nota, l’opera di Paolo De Cecco può dirsi finalmente al centro di indagine critica.
Ripartita per sezioni specifiche, quella che emerge è una figura poliedrica di sperimentatore, artista a tutto campo e operatore culturale intriso degli ideali dell’Italia postunitaria, proiettato nel clima internazionale di fine secolo grazie alla carriera di concertista (mandolinista) e alla profonda dedizione con cui svolse i vari mandati scolastici.
De Cecco si rivelò votato all’insegnamento più di altri membri del Cenacolo michettiano, racconta la curatrice della mostra, e fu disposto a ricoprire incarichi in varie sedi fino a Messina. «Una mostra da visitare», raccomanda la Garofalo, «in cui non mancheranno scoop anche su altri personaggi dell’epoca. Ringraziamo di questo la gentile concessione degli eredi».Catalogo a cura di Ianieri Edizioni. “Omaggio a Paolo De Cecco. Le poetiche del quotidiano (1843-1922)” è visitabile gratuitamente, l’inaugurazione è in programma mercoledì 1 maggio alle 18 nella Ex Manifattura in corso Umberto; possibili visite guidate per gruppi e scolaresche prenotando all’ufficio cultura del Comune 085/9696252 . Sue incisioni all'acquaforte, in cui era maestro, sono conservate in pinacoteche e in raccolte private di Barcellona, Monaco di Baviera, Lipsia, Madrid, Londra, Milano, Bologna e Pescara.
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