Le storie in musica di uomini e lupi a Torino di Sangro

TORINO DI SANGRO. Appuntamento con uno spettacolo del Muré Teatro all'insegna dell'ambiente e della valorizzazione del territorio, oggi nella Riserva naturale regionale Lecceta di Torino di Sangro, a...
TORINO DI SANGRO. Appuntamento con uno spettacolo del Muré Teatro all'insegna dell'ambiente e della valorizzazione del territorio, oggi nella Riserva naturale regionale Lecceta di Torino di Sangro, a conclusione delle Giornate di Primavera del Fai (Fondo ambiente italiano).
Alle ore 17, verrà rappresentato lo spettacolo "Lupo in-canto. Storie di uomini e di lupi", all'interno della manifestazione Festa di primavera organizzata dalla cooperativa Terracoste, in collaborazione con il Comune di Torino di Sangro, il Centro culturale Alda Merini di Torino di Sangro, l’associazione Winter Line e il Muré Teatro.
"Lupo in-canto. Storie di uomini e di lupi" è un racconto teatrale in musica con Marcello Sacerdote e le musiche di scena di Flavia Massimo. Il recital musicale è liberamente tratto dal libro "L'incantesimo del lupo" di Adriana Gandolfi e da altri materiali della tradizione popolare.
"Lupo in-canto. Storie di uomini e di lupi", spiegano le note di presentazione del recital, è «uno spettacolo con musica dal vivo, fatto di racconti, suoni e canti, per restituire uno sguardo autentico sulla figura del lupo e sul suo rapporto con l'uomo. Tra realtà e folclore, tra storia e poesia, il racconto di un legame ancestrale, quello uomo-lupo, pieno di fascino e mistero come anche di conflitti e contraddizioni. Sin dall'inizio dei tempi, infatti, il lupo è stato sempre visto come il possibile alter-ego dell'uomo, il quale lo ammirava, ne imitava persino le qualità, considerandolo al contempo come un nemico da cui difendersi e, spesso, anche da sterminare».
Ieri, nella prima delle due Giornate di Primavera del Fai, è andato in scena un altro spettacolo intitolato "Maja. Storie di donne dalla Majella al Gran Sasso. Racconti e canti per attrice sola e Vasanicola” con Francesca Camilla D'Amico. A ospitare lo spettacolo è stato l’ex convento delle Clarisse a Caramanico Terme.
Lo spettacolo, spiegano le note di presentazione, «nasce dalla volontà di ricostruire, attraverso le testimonianze degli anziani, alcuni momenti di vita delle donne, nella cultura contadina abruzzese. Queste memorie hanno dato vita ad un piccolo grande racconto che somiglia a un album fotografico o ad una valigetta piena di ricordi, da cui escono frammenti di canti popolari femminili, leggende fiabesche legate alle montagne abruzzesi che emergono quasi come personaggi: la Majella e il Gran Sasso. Sono loro a parlare: Adelina, Mariacinta, Annuccia, Za Rosa, Maria e tante altre. Loro che hanno attraversato ogni giorno, a piedi, scalze, cantando, faticando, i campi del '900. Un'attrice e una pianta di basilico, "Vasanicola", per uno spettacolo dove teatro e racconto si intrecciano con i fili della poesia e del dialetto, senza dimenticare la leggerezza dell'incontro e della relazione».
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