Le traiettorie del jazz si incrociano al Kabala

Domani a Pescara suonano il contrabbassista e violoncellista svedese Danielsson e il pianista franco-martinicano Privat
PESCARA. Le traiettorie trasversali del jazz europeo si incrociano a Pescara. Il Kabala prosegue la stagione in partnership con la Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”, con il concerto di due tra i più interessanti musicisti della scena jazz attuale europeo, vale a dire il contrabbassista e violoncellista svedese Lars Danielsson e il pianista franco-martinicano Gregory Privat che domani, 24 febbraio, suoneranno nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo, in via delle Caserme.
Lars Danielsson è un esperto artigiano del suono sia al violoncello che al contrabbasso, capace come pochi di dare il giusto potere allo sviluppo melodico dei suoi brani. Ha realizzato, nei suoi dischi e nelle sue collaborazioni, una sintesi estremamente ricercata e immediatamente riconoscibile, dove trovano posto richiami colti e musiche del mondo, le esperienze più recenti del jazz europeo e una visione melodica pacata e riflessiva. Un percorso condotto in particolare con una formazione chiamata Liberetto, in cui ha coinvolto musicisti di spessore assoluto provenienti da contesti diversi del jazz attuale. Nei tre lavori pubblicati dalla formazione troviamo dunque alcuni tra i musicisti più creativi del panorama odierno come il pianista armeno Tigran, il batterista svedese Magnus Öström, il chitarrista britannico John Parricelli, il pianista franco-martinicano Grégory Privat con il quale sarà a Pescara e il trombettista norvegese Arve Henriksen in una miscela che fonde jazz, musica classica, suggestioni contemporanee, pop e musica popolare europea. Oltre ad essere il pianista attuale di Liberetto, nella sua visione musicale, Gregory Privat unisce gli echi dei suoni della Martinica e le esperienze al fianco dei musicisti più importanti del jazz francese, la curiosità e l’intenzione di cercare nuove connessioni tra le varie anime del jazz. Franco-martinicano Privat sintetizza così il suo stile musicale al confine tra influenze diverse. Dopo dieci anni di formazione pianistica classica, Privat ha iniziato a comporre e improvvisare: il jazz è diventato il suo territorio di appartenenza musicale. Dopo aver vissuto per qualche anno a Tolosa, il pianista si è trasferito a Parigi dove ha iniziato a farsi conoscere sulla scena jazz: nella capitale francese, ha prima suonato con i più illustri musicisti originari della Guadalupa come il sassofonista Jacques Schwarz-Bart, il trombettista Franck Nicolas e il percussionista e batterista Sonny Troupé e poi con alcune delle figure chiave della scena europea, come Stéphane Belmondo, Rémi Vignolo, e con musicisti dal taglio jazz-rock come Guillaume Perret. Gregory Privat ha realizzato sei lavori a proprio nome: nel gennaio del 2022 ha pubblicato il suo nuovo disco intitolato “Yonn”.