“Lettera 22”, la poesia autentica di Primavera

Il libro edito dalla teatina Tabula Fati sarà presentato dall’autore stasera ai Gelati Letterari di Pescara
PESCARA. Gino Primavera, autore di testi di narrativa (come i racconti de “Il valore dell’ombra”, pubblicato da Tabula Fati nel 2019) e di libri di saggistica nei quali confluisce la sua plurima esperienza di conoscitore del territorio – soprattutto della natìa, amata Maiella, dato che vive a Guardiagrele – nonché di botanico e docente di scienze dell’alimentazione, ha appena prodotto un libro di poesia intitolato “Lettera 22” (Tabula Fati, 2020, p. 95, € 9, 4 tavole di Massimo Carulli). Esso è articolato in una prima sezione che dà titolo all’intero volume, suddivisa in “Dodici brandelli di gatto”; una seconda sezione, “La storia di Lilli”, suddivisa in “Sei tempi”; e 20 poesie singole, 15 delle quali d’amore.
Questo libro non può sorprendere chi conosce l’autore. Gino Primavera è infatti, prima di ogni altra cosa, un poeta. Lo si ricava dal suo appassionato interrogarsi sulla vita, dalla capacità di trasfigurarla e di viverla, a volte anche con malinconia, in profonde risonanze interiori. Queste ultime l’autore intende trasferire senza mediazioni su pagina, perché ciò che conta, per lui, è il mantenimento della primigenia forma poetica con cui idee e parole gli si sono affacciate alla mente.
Bisogna partire da un punto fermo: Gino è capace solo di genuinità. Ma non sprovveduto nel poetare. E’ anzi molto attento a rendere la stessa genuinità intatta, nuda, sfrondata anche dal tributo a costrizioni grammaticali e sintattiche, dalle quali si affranca con disinvoltura. Ed è chiaro come una poesia ispirata a un tale eruttivo riversaggio su pagina di parole che vengono dal cuore, possa risultare di non agevole lettura. Le frasi sono spesso disancorate dai verbi: “Sotto la luce blu della luna/ nel chiostro del grosso abete. /Aria morbida come ovatta, lenta”.
Le metafore divengono simboliche, rispondendo a ermetici riferimenti personali: “Non poteva mancare la biscia Sibilla/ col suo rosso vermiglio-latrina”. I versi sono costellati di suoni e rumori che la memoria restituisce, magari agganciati alla descrizione di un paesaggio, di un personaggio (“Un chilo di peso e un anno di tempo/ tum tic tum tac”.
E’ poesia facile? No. E’ poesia autentica? Sì.
“Lettera 22” di Gino Primavera verrà presentato in un ritrovato incontro con l’autore in presenza dopo il lungo periodo di confinamento per l’emergenza sanitaria da coronavirus e seguendo tutte le regole di sicurezza previste per il Covid, questa sera alle ore 20.30 alla Playa (viale Primo Vere, Pescara), nel secondo dei Gelati Letterari con autori dell’editore Marco Solfanelli.
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