“Libri d’alta quota. A Calascio” foto e narrazioni di montagna

Il festival letterario è dedicato alla tenacia nel rimanere nei luoghi delle radici Cinque giorni con autori, ospite lo scrittore e documentarista Stefano Ardito
CALASCIO. Respirare storia, cultura e aria fina in uno scenario senza pari con “Libri d’alta quota. A Calascio”, il festival letterario quest’anno dedicato al tema della restanza, della tenacia nel rimanere nei luoghi delle radici, sebbene aspri e difficili da vivere. La manifestazione, cinque presentazioni di libri, una mostra fotografica, un amico e narratore della montagna per ospite, parte oggi a Calascio.
Al bis dopo l’edizione pilota del 2022, il festival è un progetto del Comune di Calascio da un’idea di Fiorella Gentile e quest’anno vede l’ingresso nell’organizzazione della casa editrice teramana Ricerche&Redazioni. Calascio ospiterà nelle piazzette del centro storico e nel Castello della Rocca cinque autori in conversazione con ospiti e giornalisti. Inizio alle 18. Al momento inaugurale di stasera parteciperà come ospite il giornalista, scrittore, documentarista e fotografo romano Stefano Ardito, firma della letteratura di montagna e di viaggio. Questa prima serata proporrà al Castello di Rocca Calascio l’apertura della mostra fotografica “Figli delle stelle” di Paolo Di Giosia e la presentazione del relativo libro-catalogo del fotografo (Ricerche&Redazioni). Il lavoro di Di Giosia, come recita il sottotitolo, è un “Diario dal Nepal. Istantanee di un viaggio negli occhi dei bambini”, resoconto per immagini di un viaggio ricco di emozioni; con l’autore dialogano Stefano Ardito e Andrea Lolli, modera Sabrina Giangrande. Domani, giovedì 3, aia di Sant’Antonio, presentazione del libro “Vincent Massari” di Alessio De Stefano (Radici), appassionata ricostruzione della vita e carriera di Vincenzo “Vincent” Massari, che dalla natia Luco dei Marsi emigrò a 17 anni nel 1915 negli Stati Uniti, dove divenne giornalista, editore, politico, fino a raggiungere la carica di senatore per lo Stato del Colorado. Con De Stefano dialogano Aldo Meccariello e Federica Farda. Venerdì 4, chiesa di San Leonardo, presentazione di “Resto qui – Santa Rufina in Valle Castellana d’Abruzzo” di Domenico Cornacchia (Efesto), storie di un paesino tra Abruzzo e Marche narrate da un giovane che ha scelto di continuare a vivere lì; con l’autore conversano Gentile e Farda. Sabato 5, aia di Sant’Antonio, presentazione di “La terza geografia” di Carmine Valentino Mosesso (Neo), esordio del “poeta contadino”, nuova voce dell’Appennino, i cui versi sono «un inno alla restanza, al ritorno, ai paesi dimenticati, a una nuova ecologia»; con l’autore ne parlano Lilia Bellucci e Savino Monterisi. Domenica 6, piazza della Vittoria, ecco “Rime toscibili” di Gino Bucci/L’abruzzese fuori sede (Ricerche&Redazioni), libro dal successo inarrestabile; con Bucci dialogano Giangrande e Sandro Cordeschi.