Lisciani vara la collana young “I Romanzi della Black List”

1 Giugno 2019

L’editore teramano da anni leader in Italia nelle pubblicazioni a scopo didattico vara una serie sui generi noir, thriller, giallo dedicati agli adolescenti

TERAMO. Più che coraggiosa, audace – per i tempi che l’editoria vive – la scelta di Lisciani Libri di inaugurare una nuova collana per adolescenti. Da tempo leader in Italia nell’editoria per bambini e ragazzi a scopo didattico, la casa editrice teramana con I Romanzi della Black List alza il target d’età dei suoi lettori, andando decisamente oltre il semplice apprendimento.
Un’editoria che si è sempre preoccupata di offrire alle giovani generazioni mezzi e metodi per comprendere presente e passato si prefiggerà ora di offrire agli adolescenti e ai giovani, impazienti di entrare nella “casta” dei diciotto-ventenni, l’esperienza di una lettura coinvolgente e dinamica: un altro modo di conoscere e frequentare il testo narrativo. «Abbiamo concepito a questo scopo una collana di storie divertenti e anche impertinenti, I Romanzi della Black List, dove i giovani lettori – ma anche quelli un po’ più avanti negli anni – troveranno il brivido della suspense e il sapore agrodolce del crime e dell’intrigo», spiega il leader del gruppo editoriale Giuseppe Lisciani.
Una collana imperniata sui generi noir, thriller, giallo, curata con particolare attenzione perché diventi un punto di riferimento culturale per studenti e non solo. Dopo i primi cinque titoli rivolti ai lettori più giovani, arriveranno infatti dopo l’estate titoli destinati a un pubblico indifferenziato. Gli autori chiamati a inaugurare la Black List – Nicola Barca (Nessun amore è impossibile), Silvia Di Giacomo (L’Amico virtuale), Davide Di Lodovico (La Fuga), Caterina Falconi (Shoefiti) e Alessio Romano (Gli Irregolari di salita Sospiro) – sono, per il momento, italiani; per la maggior parte già presenti nel panorama della narrativa: bravi anche a interagire con la parte illustrata dei testi (a cura di Cristiano Catalini), che rivela la volontà della collana di offrire al lettore esigente effetti di rimando e di scoperta tra la parola e l’immagine. Il primo romanzo a vedere la luce è stato quello dello scrittore pescarese Alessio Romano, Gli Irregolari di salita Sospiro. Romano, autore dei fortunati “Paradise for all” e “Solo sigari quando è festa” per Bompiani, “D’Amore e Baccalà” per Edt, così al Centro racconta questa nuova avventura.
Romano, è la prima volta che lei si cimenta nella scrittura per ragazzi, come è stato?
“Gli irregolari” è il primo della nuova collana della Black List e ne sono orgoglioso. Per me è stato un piacere personale conoscere il professor Giuseppe Lisciani. La prima volta sì, una bellissima esperienza. La difficoltà più grande è stata inizialmente, per me quarantenne, tornare adolescente, “entrare” nella testa di ragazzi che hanno appena finito le scuole medie e si avviano alle superiori, che sono i protagonisti del mio libro. É stato divertente, ho ricordato la mia adolescenza ma ho guardato anche a quella di oggi.
Quali sono i temi del libro?
Il libro affronta all’inizio il tema del bullismo, che c’è sempre stato ma che con la diffusione dei social sì è ingigantito: l’amplificazione conseguente aggrava le conseguenze per le vittime. L’altro tema a cui tengo e che tratto è l’inclusione. Il mio gruppo di “investigatori” è formato da 5 ragazzi che si vedono in una casa su un albero e qui condividono la loro passione per i gialli, i misteri e si divertono con giochi di ruolo. Alcuni di loro sono figli di migranti: c’è la cinese Xiumei, c’è Joni che invece è figlio di albanesi – e la figura dello zio è fondamentale, ma non anticipo nulla perché un giallo deve conservare la sorpresa –, Alberto è un bimbo di colore adottato dall’uomo più ricco della città, c’è Sara, figlia di una donna poliziotto single a cui lei fa un po’ da mamma; poi Carlo, il leader del gruppo, che risolve i casi e che più di tutti è vittima di bullismo perché dedito alla lettura e non molto atletico. L’amicizia tra di loro non guarda a ceti sociali o nazionalità di provenienza.
C’è una morale dunque...
Ho approfittato di questo libro per dare risposta apartitiche a Matteo Salvini, che come persona e cittadino abruzzese mi inquieta molto: spira un vento razzista, ma io andando nelle scuole a parlare di lettura ho visto ragazzi che si capiscono, mangiano, parlano, studiano in italiano. Nel libro c’è il tema dello ius soli: i miei ragazzi tifano Italia, studiano, crescono qui. La base è l’inclusione.
“Gli Irregolari di salita Sospiro”: nel titolo un omaggio dichiarato a Sherlock Holmes.
Ebbene sì, Sir Arthur Conan Doyle utilizzava un gruppo di monelli che chiamava “gli irregolari di Baker Street”, strada dove viveva il segugio londinese che dunque li contattava per avere informazioni per le sue indagini, in vari racconti compaiono e collaborano con Sherlock. Sono i mie ragazzi che si danno questo nome, perché conoscono Holmes grazie a letture fatte a scuola con la prof signorina Forteamore, che all’inizio del libro scompare nel nulla: un mistero che loro risolveranno di nascosto da polizia e genitori.
Quali erano i suoi romanzi preferiti da ragazzo che magari l’hanno ispirata in questo suo?
Certo “I ragazzi della Via Pàl”: ho adorato Ferenc Molnar. E amato “Le avventure di Tom Sawyer”, “Huckleberry Finn”: ho scoperto Mark Twain grazie alla mia insegnante delle medie, Angela Nanetti, poi diventata grande scrittrice per ragazzi e non solo.
“Gli Irregolari” ha l’aria dell’inizio di una saga. È così?
Il romanzo è “autosufficiente”, ma non nego che mi piacerebbe tornare a salita Sospiro, seguire i protagonisti in ogni anno del liceo e adeguare le trame al loro diventare grandi, sempre più adult e sempre meno young. Vedremo.
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