Liza Béar racconta l’arte a New York negli anni ’70

6 Giugno 2018

MONTESILVANO. È stata pubblicata tra il 1970 e il 1976 e offriva la possibilità agli artisti di parlare del proprio lavoro senza l’intervento di critici, curatori o storici dell’arte. Della storica...

MONTESILVANO. È stata pubblicata tra il 1970 e il 1976 e offriva la possibilità agli artisti di parlare del proprio lavoro senza l’intervento di critici, curatori o storici dell’arte. Della storica rivista d’arte Avalanche di New York si parlerà sabato 9 giugno, alle ore 19, nella sede espositiva della Fondazione Zimei, a Montesilvano Colle.
Protagonista dell’appuntamento sarà la cofondatrice della rivista, la scrittrice, fotografa e filmmaker americana Liza Béar. Editor della rivista Bomb, la Béar ha concepito il suo intervento in due momenti: il primo sarà dedicato alla nascita di Avalanche, mentre il secondo avrà come tematica “Resistance & Romance in New York City”. La rivista Avalanche ha esplorato, dalla prospettiva dell’artista, l’arte concettuale e forme come la performance art e la Land art. L’incontro si inserisce all’interno della mostra “Unfake Connections - Carol Goodden, Trisha Brown, Gordon Matta-Clark”, inaugurata nello spazio espositivo della Fondazione Zimei lo scorso 26 maggio e curata da Harold Berg, membro del comitato per la fotografia del Whitney Museum di New York, e da Massimiliano Scuderi, direttore artistico della Fondazione. La mostra, sottolinea Scuderi, nasce con l’intento di «approfondire il clima di sperimentazione artistica e di contaminazione linguistica della New York degli anni Settanta, privilegiando le relazioni e le ricerche di tre grandi talenti dell’arte occidentale». All’inaugurazione, in collaborazione con Acs Abruzzo Circuito Spettacolo e Gruppo e-Motion, ha preso parte Carol Goodden, una delle interpreti della scena artistica di quegli anni, danzatrice della Trisha Brown Company e tra i fondatori del celebre ristorante Food di New York, laboratorio di sperimentazioni e relazioni artistiche. La mostra presenta oltre 70 opere dei tre artisti, con una nutrita sezione di documenti inediti e di oggetti che testimoniano la qualità delle relazioni intercorse tra gli autori. E’ visitabile su appuntamento fino al 2 luglio. L’evento è nato dalla convenzione sottoscritta tra la Fondazione Zimei e l’ACS Abruzzo Spettacolo nell’ambito del progetto di residenze “Zone Libre – Azioni di sostegno alla creazione contemporanea” del Mibact e della Regione Abruzzo.
Rosa Anna Buonomo
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