Lo Stato Sociale porta a Pescara Una vita in vacanza

22 Febbraio 2018

PESCARA. Un brano ironico, irriverente e scanzonato, che racchiude un’importante riflessione sul mondo del lavoro al giorno d’oggi. Una energica «vecchia che balla», che ha conquistato il pubblico...

PESCARA. Un brano ironico, irriverente e scanzonato, che racchiude un’importante riflessione sul mondo del lavoro al giorno d’oggi. Una energica «vecchia che balla», che ha conquistato il pubblico con le sue acrobazie. Lo Stato Sociale è stato una sorpresa del Festival di Sanremo 2018. Dopo aver conquistato il secondo posto e aver vinto il Premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla” sezione Campioni alla kermesse, “Una vita in vacanza” è volato in vetta alla classifica dei singoli più venduti.
I «cinque ragazzi bolognesi che fanno canzonette», come si definiscono con ironia, faranno tappa questo pomeriggio a Pescara con il loro instore tour. L’appuntamento è fissato alla Feltrinelli a partire dalle ore 18. Lo Stato Sociale (Alberto “Albi” Cazzola, Francesco “Checco” Draicchio, Lodovico “Lodo” Guenzi, Alberto “Bebo” Guidetti, Enrico “Carota” Roberto) incontrerà il pubblico e firmerà le copie del nuovo album “Primati”.
L’incontro è gratuito e aperto a tutti, ma l’ingresso allo show case è prioritario per chi è in possesso del pass. “Una vita in vacanza”, hanno spiegato i cinque ragazzi, «è una riflessione sul mondo del lavoro di oggi, una messa in discussione della tendenza a identificare l’individuo con il suo lavoro attraverso un elenco di professioni improbabili, compresi influencer e rottamatore. Viviamo in un mondo fatto di cose imposte. Questa canzone è una ribellione verso le imposizioni. Il lavoro dovrebbe essere una parte della nostra vita fondamentale, in cui siamo contenti di esprimere noi stessi, dovrebbe essere passione e non un obbligo o una costrizione. E, soprattutto, dovrebbe essere pieno di dignità».
Lo Stato Sociale ha voluto, per questo, ricordare sul palco dell’Ariston la vicenda dei cinque operai della Fiat di Pomigliano d’Arco reintegrati dopo il licenziamento, dichiarato illegittimo, ma mai tornati in fabbrica. Lo hanno fatto con dei cartellini apposti sulle loro giacche, che riportavano i nomi degli operai: «Sono cinque, come noi. Portandoli a Sanremo volevamo rappresentare il degrado del lavoro contemporaneo. Un metodo, il nostro, leggero ma efficace, per arrivare a parlare di qualcosa di centrale e importante nella vita di tutti».
La band si è formata a Bologna nel 2009 e ha esordito nel 2010 con l’ep autoprodotto “Welfare Pop”. Il primo album in studio, “Turisti della democrazia” (Garrincha Dischi), è stato pubblicato nel 2012 e ha vinto il Premio Siae “Miglior Giovane Talento dell’Anno”.
Il nuovo disco “Primati” arriva a un anno dal precedente “Amore, lavoro e altri miti da sfatare” (entrambi pubblicati da Garrincha Dischi) e contiene i singoli più rappresentativi della storia del gruppo, oltre a tre inediti tra cui “Una vita in vacanza”. In occasione della serata sanremese dei duetti, la band è salita sul palco dell’Ariston con Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano.