Longino, studio mette in dubbio le origini frentane

Presentato a Lanciano il libro “Il santo della lancia” L’autore: «Nelle più antiche fonti non se ne parla»
La tradizione lancianese attribuisce consolidate origini frentane a Longino, il legionario poi diventato santo che ai piedi della croce trafisse Gesù con una lancia e ne riconobbe la natura divina.
Che sia stata l’antica Anxanum, nome romano di Lanciano, a dargli i natali, è invece tutto da dimostrare. Lo stesso vale per il fatto che, dopo il servizio militare in Galilea, Longino sia tornato qui a morire e a subire il martirio. A dare un contributo importante alla conoscenza del soldato-martire è lo studio “Longino, il santo della lancia”, pubblicato dalla Graphe.it di Perugia: il libro è stato presentato ieri proprio a Lanciano dall’autore, Gianluca Orsola, docente di Letteratura greca e latina alla Pontificia università Lateranense e al Pontificio ateneo Sant’Anselmo.
Il testo di Orsola riporta i primi testi che parlano di Longino che non erano ancora stati tradotti in italiano. In pratica non possiamo escludere che il centurione fosse davvero abruzzese, ma sicuramente alle sue origini per lungo tempo non si interessa nessuno, e tra chi lo fa non c’è unanimità. Come pure è certo che, in seguito, non ci sia unanimità sulle vicende del soldato romano dopo la crocifissione di Gesù, ad esclusione della conversione al cristianesimo e del martirio. Secondo alcune fonti, ad esempio, viene martirizzato in Cappadocia, nel cuore dell’attuale Turchia.
Professor Orsola, quindi non possiamo affermare che il santo della lancia sia stato un nostro corregionale?
Quella delle origini di Longino è una questione abbastanza controversa, che riguarda più che altro la successiva tradizione medievale. Questo mio studio invece prende in considerazione le più antiche fonti greche e latine che trattano di lui, in particolare rispettivamente lo Pseudo Esichio e la Passio Latina, databili ai primi secoli dopo Cristo: in questi testi non si parla né di Lanciano né di altre eventuali origini. Ma questo potrebbe essere oggetto di una prossima ricerca.
Non possiamo neanche indicare con precisione che carica ricoprisse?
Anche in questo caso le fonti che si susseguono nel tempo attribuiscono vari ruoli e gradi a Longino: di sicuro sappiamo che era un soldato, ma non abbiamo la certezza di come fosse inquadrato nell’esercito romano.
Quando viene citato per la prima volta?
I Vangeli canonici non danno un nome al militare che si trova ai piedi della Croce, ma parlano solo dell’episodio che lo vede protagonista. Quelli apocrifi invece veicolano nella tradizione il nome che deriva da lònche, lancia in greco, ovvero lo strumento che utilizza. Altre versioni del nome possono essere frutto di modificazioni fonetiche.
Quindi possiamo dire che molti particolari della vita del santo sono di molto posteriori alla morte?
Alcune tradizioni successive arricchiscono di particolari l'evento, come ad esempio quella che vuole Longino affetto da problemi alla vista, guariti dal fiotto di sangue che fuoriesce dal costato del Cristo. Nei Vangeli apocrifi è colui che ha riconosciuto la divinità ai piedi della Croce, ma in altri testi la riconosce addirittura a Betlemme. Probabilmente si tratta di precedenti tradizioni orali tramandate, come del resto molte storie dei martiri che vengono messe per la prima volta per iscritto.
Come nasce la venerazione di Longino?
È stato uno dei primi martiri, e come tale viene canonizzato: oggi la canonizzazione comporta un processo più complesso, quelli che potremmo definire dei “passaggi” tecnici come la beatificazione e la venerabilità. In questo caso, nella Passio Latina c'è un resoconto dell’interrogatorio del magistrato al cristiano che rifiuta il sacrificio all’imperatore e quindi subisce il martirio. Ma anche molti particolari vengono dalla tradizione successiva.
Quello di Longino è comunque un culto che ha una diffusione molto ampia.
Questo è dovuto al fatto che fosse un santo militare: i soldati convertiti al cristianesimo lo sentivano vicino, lo consideravano “uno di loro”, e sono quindi i legionari a diffonderne il culto in tutti i territori dell'Impero.
Immaginiamo che la lancia venisse considerata un oggetto di grande valore.
È stata una delle reliquie più “richieste” nel corso dei secoli. Nel medioevo le reliquie erano oggetto di scambi, compravendite e furti: ce ne sono sicuramente di autentiche, ma non è facile fare i conti con l’attendibilità delle fonti. Del resto non interessava se le reliquie fossero false, ma l’importante era che l’oggetto fosse di edificazione spirituale. Per quanto riguarda Longino in particolare, sappiamo di parti del santo conservate a Mantova o in Vaticano, mentre la lancia dovrebbe essere a Vienna, e finì addirittura nelle mire di Hitler per fini magici ed esoterici.
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