Louis Garrel e Laetitia Casta coppia nella vita e sul set

8 Aprile 2019

MILANO. La fedeltà? Per Laetitia Casta è «essere fedeli soprattutto a se stessi. La cosa più importante davanti agli altri è essere se stessi e non tradirsi, mai. Punto». Ecco perché allora anche il...

MILANO. La fedeltà? Per Laetitia Casta è «essere fedeli soprattutto a se stessi. La cosa più importante davanti agli altri è essere se stessi e non tradirsi, mai. Punto». Ecco perché allora anche il tradimento, in una coppia, può essere interpretato come una forma di fedeltà verso se stessi. Anche per Louis Garrel, fedeltà è «essere fedele “pour lui-même”», ma nel film «è più complicata, è come un gioco sulla versatilità dei sentimenti. A volte siamo scioccati anche da noi stessi in questo gioco di sentimenti».
Coppia nella vita e, per la prima volta, anche sul set, Laetitia Casta e Louis Garrel sono i protagonisti de “L'uomo fedele”, dopo Roma presentato anche a Milano e nelle sale dall'11 aprile. Per «rimanere libera», Laetitia ha tenuto ben separati i due ruoli: «Sul set ero solo un'attrice, se avessi pensato che ero la compagna di Louis non avrei potuto lavorare. Lui era il regista, io l'attrice. Il resto è rimasto a casa», ha raccontato a margine della “prima” milanese del film all'Anteo Palazzo del Cinema di Milano, dove ha fatto tappa il festival Rendez-Vous, kermesse del cinema francese contemporaneo organizzata dall'Institut Français. A Milano, Louis Garrel è arrivato in total black e capello rasato. «Ho un po’ paura, sono intimorito», ha confessato una volta entrato in sala. Per lui il tempo con Laetitia sul set «è passato più velocemente». Difficile essere registi di se stessi? «C'era un'energia particolare: quando mi stancavo del Garrel regista, diventavo Garrel attore. Mi piace essere vicino agli attori », ha spiegato, «ed essere sia regista che protagonista mi ha dato modo di stare vicino vicino a loro. Quando faccio un film, il mio sogno è viaggiare con un film, sono felice di mostrarlo in Francia ma anche altrove e essere in Italia per me era un sogno. Mi trattano come un principe».
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