Luca Dirisio: «Ricomincio dalla Bouganville di Carver»

MILANO. «Sono cambiate parecchie cose da “Calma e sangue freddo” ad oggi ma non è cambiato l’essere umano: si invecchia, si prende più consapevolezza e mi auguro di essere più convenzionale». Lo ha...
MILANO. «Sono cambiate parecchie cose da “Calma e sangue freddo” ad oggi ma non è cambiato l’essere umano: si invecchia, si prende più consapevolezza e mi auguro di essere più convenzionale». Lo ha detto, ieri a Milano, Luca Dirisio, riferendosi al suo successo del 2004, alla presentazione del suo nuovo album “Bouganville”, in uscita venerdì 25 ottobre, a distanza di otto anni dal precedente. «La gente si ricorderà di me? », si è chiesto il cantautore di Vasto. «È una malattia di questo periodo: non faccio questo lavoro per essere ricordato e non da tutti, non ho la smania del “like” ma mi piace scrivere canzoni. Chi ascolterà questo disco e potrà dire che non è cambiato nulla, mi sentirò piuttosto bene: spero che arrivi nel cuore delle persone».
Luca Dirisio è stato in silenzio per anni. «Sono volati e sono sempre stato pronto per fare un disco», ha detto. «In tutto questo tempo la musica è cambiata di brutto, i fruitori, il modo di farla: oggi serve più apparire, e questa pausa è servita anche per capire cosa poter dire».
Dirisio è arrivato al titolo dell’album dopo un’attenta riflessione. «Le cattive lingue e gli sfaticati che passano ore sul web a parlare del nulla e che hanno scritto “ma come non era morto?” hanno stuzzicato e stimolato molto la mia fantasia nella ricerca del nome», ha confidato. «Alla fine è stato Raymond Carver, uno dei miei scrittori preferiti, che in un suo racconto parla della bouganville che in inverno si finge morta per poi risplendere di vita e di colore l’estate, forte e sgargiante come se il tempo non fosse mai passato. Questa è la metafora che mi piace immaginare se penso alla mia vita e alla mia musica».
In “La mia gente” Dirisio parla della sua terra. «È dedicata a chi mi vive intorno. Al quinto disco mi sono accorto di non aver scritto una canzone per gli abruzzesi, gente un po’ testarda, una razza forte che resiste al mare e alla montagna: sono orgoglioso di essere abruzzese, gente difficile da far sparire, disposta ad aiutare chi ha bisogno».
“Come il mare a settembre” è il singolo che ha anticipato l’album. «Il mare ricorre in tutto il disco: qui è una metafora – ha sottolineato – Il mare te lo porti dentro, come Itaca per Ulisse. Dopo anni vissuti fuori, ho comprato una casa a Vasto perché il mare rappresenta la vita, il suo movimento, le onde son come il pulsare del cuore. Solo chi è nato in un posto di mare può comprendere la sua potenza e la sua attrazione viscerale che comporta nel cuore e nell’anima».
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