Luca recita Eduardo «Le sue commedie sono vive e forti»

PESCARA. Il quarto appuntamento della 49ª Stagione teatrale della Società del Teatro e della Musica vede il ritorno di un artista fra i più amati dal pubblico pescarese: Luca De Filippo in Sogno di...
PESCARA. Il quarto appuntamento della 49ª Stagione teatrale della Società del Teatro e della Musica vede il ritorno di un artista fra i più amati dal pubblico pescarese: Luca De Filippo in Sogno di una notte di mezza sbornia, di Eduardo De Filippo, che la definì «Una commedia fra le più divertenti che io abbia scritto». Sul palcoscenico, insieme a Luca, la sua Compagnia con Carolina Rosi, Vittoria Forestiero, Paola Fuliciniti, Giovanni Allocca, Nicola Di Pinto, Gianni Cannavacciuolo, Carmen Annibale, Massimo De Matteo. Scene di Bruno Buonincontri, costumi di Silvia Polidori, musiche Nicola Piovani, luci di Stefano Stacchini. La regia è di Armando Pugliese. Lo spettacolo va in scena al teatro Circus questa sera e domani, 27 gennaio, alle ore 21, e mercoledi 28 alle 17.
Dopo il lavoro degli ultimi anni di puntuale approfondimento sulla drammaturgia di Eduardo del primo dopoguerra, con Sogno di una notte di mezza sbornia la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone un nuovo progetto, questa volta specificatamente tematico, sui testi di Eduardo, in un percorso che porterà successivamente all'allestimento di "Non ti pago". Infatti "Sogno di una notte di mezza sbornia" – scritta da Eduardo nel 1936 – ne è il prologo naturale: si parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un'umanità dolente, che solo in questo modo ha la capacità di pensare a un futuro migliore per sopravvivere al proprio presente. Questa commedia fu tratta da "La fortuna si diverte", scritta da Athos Setti nel 1933 per la scena toscana; fu poi rappresentata nel 1934 da Ettore Petrolini in romanesco con il titolo "La fortuna di Cecè" e da Angelo Musco in siciliano come "La Profezia di Dante" per arrivare nel '37 al Teatro Umoristico dei De Filippo col titolo e l'adattamento che conosciamo, con numerose riprese durante le varie stagioni dato lo straordinario successo riscontrato. La commedia fu valutata dalle recensioni dell'epoca tra le più esilaranti che la Compagnia Umoristica "I De Filippo" abbia mai messo in scena. Di essa ha sdetto Roberto De Simone; «Attraverso questo lavoro Eduardo ha l'opportunità di indagare profondamente sui linguaggi, le forme, i ritmi teatrali, di fare propria una commedia scritta da altri restituendo alla collettività teatrale la sua identità di artista e di creatore».
Utilizzando lo stile comico, a volte grottesco fino a pervenire alla farsa, Eduardo combina la forma della classica e antica tradizione teatrale napoletana con le tematiche che saranno sviluppate appieno nelle sue commedie successive. Al centro di Sogno di una notte di mezza sbornia c'è dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Nello sviluppo della commedia è inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia.
E poi, soprattutto, c'è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell'esistenza e gioco della scena. Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un'occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo.
Così ne parla Luca De Filippo, raggiunto telefonicamente dal Centro. «È teatro comico, una farsa a tutti gli effetti che riesce a coinvolgere. La gente entra nel gioco e passa una serata gradevole».
Un teatro sempre amato dal pubblico perché sa parlare a tutti...
«Le commedie di Eduardo hanno ancora molto da dire, le sue tematiche sono estremamente vive e la gente ci si riconosce. I suoi testi parlano dei rapporti all'interno della società, spesso duri, difficili, ipocriti, complessi, dove manca la solidarietà».
È contento di come finora Eduardo è stato ricordato a 30 anni dalla scomparsa?
«Sì, mi sembra tutto molto bello. La cerimonia al Senato, Rai 5 che ritrasmette le commedie, gli Stabili di Napoli e Genova con “Il sindaco del rione Sanità”, i convegni universitari che certamente daranno un contributo per l'ulteriore conoscenza dell'opera di Eduardo».
Il suo prossimo impegno in questo senso ?
«Porterò in scena Non ti pago nella prossima stagione con la mia regia»
L'accoglienza del suo teatro in Abruzzo è sempre accompagnata dall'affetto del pubblico.
«Sempre. Con molto piacere anche da parte mia. Sono stato a Pescara l'estate scorsa per prendere il Flaiano alla carriera, premio che ho avuto due volte, anni fa per la televisione»
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