Maleficent due: la furia scatenata della strega glam

17 Ottobre 2019

È odio tra le dive Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer Ozon firma Grazie a Dio, cupa storia vera di abusi 

Le dive Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, la strega Malefica e la regina Ingrith, si scontrano a colpi di magie e perfidie nel nuovo Maleficent - Signora del Male, diretto dal norvegese Joachim Rønning, sequel dopo cinque anni della fiaba dark targata Disney, gemmazione live action dal classico animato della casa “La bella addormentata nel bosco” che quest’anno ha compiuto 60 anni.
Nel primo film si scopriva che Malefica non era poi così cattiva, anzi rivelava un istinto materno nel risvegliare proprio lei con un bacio la dolce principessa Aurora (Elle Fanning, anche qui) dopo averla dannata al sonno eterno. Stavolta la strega più glam del cinema (dopo Grimilde) si scontra con la futura “consuocera” Ingrith, madre del principe Filippo (Harris Dickinson), che ha chiesto a Aurora di sposarlo. Nella Brughiera pacificata l’ambizione di Ingrith di Ulstead, che mira a spezzare il legame familiare tra Aurora e la strega, impadronirsi del regno e separare umani e fate, scatena la furia di Malefica. Juno Temple, Lesley Manville e Imelda Staunton sono le fate Verdelia, Fiorina e Giuggiola.
Dalla fiaba alla cruda realtà con l’Orso d’argento della Berlinale Grazie a Dio del talentoso François Ozon, che riprende una cupa storia di abusi di un sacerdote su minori in Francia negli anni Settanta-Ottanta, venuta alla luce solo nel 2014. Inizialmente indeciso tra pièce teatrale, documentario o fiction, Ozon ha fatto un film di attori, mantenendo però i veri nomi dei protagonisti del caso Preynat. Il 40enne Alexandre (Melvil Poupaud), che vive a Lione con moglie e cinque figli, scopre casualmente che il prete dal quale era stato molestato quando era uno scout, padre Bernard Preynat (Bernard Verley), non è stato mai allontanato dalla Chiesa, anzi officia ed è a contatto coi bambini. Decide così di agire, affiancato da altre due vittime del parroco, François e Emmanuel (Denis Ménochet e Swan Arlaud). I tre uniscono le forze per abbattere il muro di silenzio che circonda il loro dramma.
Un coattissimo John Turturro torna a interpretare lo sboccato asso del bowling in Jesus Rolls - Quintana è tornato, di cui è anche regista. Spin-off del cult “Il grande Lebowski” (1998) dei fratelli Coen, il film di Turturro riporta sulla pista il personaggio di Jesus Quintana, affiancato da un paio di altri perdenti, come lui ladruncoli, l’amico Petey (Bobby Cannavale) e una tipa svaporata (Audrey Tautou). Quando si inimicano un parrucchiere armato (John Hamm), i tre vedono devono darsi alla fuga. Camei di Susan Sarandon, Sonia Braga, Christopher Walken.
L’italiano, di madre irlandese, Andrea Di Stefano, negli Usa dai primi anni Novanta, autore nel 2014 di “Escobar” con Benicio del Toro, dirige a New York il thriller poliziesco The Informer - Tre secondi per sopravvivere. L’ex soldato delle forze speciali Pete Koslow (Joel Kinnaman) è un informatore dell’Fbi. Per smantellare il traffico di droga della mafia polacca deve tonare sotto copertura nella prigione in cui era stato detenuto per omicidio e scardinare il cartello dall’interno. Nel cast Rosamund Pike, Clive Owen, Ana de Armas e il rapper Common.
In Se mi vuoi bene, commedia corale a lieto fine di Fausto Brizzi, Claudio Bisio è Diego, avvocato di successo ma irrimediabilmente depresso. Conosciuto Massimiliano (Sergio Rubini) e il suo bizzarro negozio di Chiacchiere, che vende appunto conversazioni, Diego capisce qual è la soluzione: far del bene a tutti i suoi cari. Con esiti imprevedibili. Con Dino Abbrescia, Flavio Insinna, Gian Marco Tognazzi, Lucia Ocone, Maria Amelia Monti, Cochi Ponzoni, Memo Remigi, Luca Carboni.
In Il mio profilo migliore, di Safy Nebbou, Juliette Binoche è la 50enne divorziata Claire, madre di due figli, che si finge su facebok la 24enne Clara per spiare il suo ex amante Ludo, più giovane di lei. Conosce così l'amico, il giovane fotografo Alex. Tra i due nasce un’attrazione virtuale.
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