Malkovich e Solisti Aquilani insieme in un recital

Il grande attore americano e l’ensemble musicale abruzzese protagonisti di uno spettacolo basato su testi dello scrittore argentino Ernesto Sábato
I Solisti Aquilani e John Malkovich, un binomio insolito: l’ensemble abruzzese di musica classica e il grande attore americano saranno ospiti dell'Emilia e Romagna Festival (il 18 luglio), del Lubiana Festival il (20 luglio) e del Mittelfest, in programma a Cividale del Friuli (il 21 luglio), in un recital intitolato “Report on the blind" . Con loro, la pianista russa Anastasya Terenkova e la violinista slovena Lana Trotovšek.
Malkovich darà voce alle parole dello scrittore e attivista argentino Ernesto Sábato (fisico, matematico, letterato di origini italiane, creatore nell’Argentina post-golpista della Commissione per le ricerche sui desaparecidos), cui faranno da contrappunto le musiche tratte dal concerto per pianoforte e archi di Alfred Schnittke. I Solisti Aquilani, diretti oggi da Maurizio Cocciolito (artefice di questa collaborazione), nacquero nel 1968 per iniziativa di Vittorio Antonellini e Nino Carloni.
«Il genio surrealista di Sábato», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «ci conduce nei sotterranei della nostra mente attraverso mille espedienti narrativi, dai personaggi delle precedenti opere sino ai luoghi e ai dialoghi, in un'altalena temporale che solo alla fine assume unità d'azione, nel buio e cieco complotto del Male assoluto che anticipa con intensa forza visionaria quanto accadrà di lì a poco in Argentina. Il testo di riferimento, "Sopra eroi e tombe” , è il secondo romanzo della trilogia sull’abisso della condizione umana, quello in cui Sábato ha voluto indagare “le verità ultime”, e spesso atroci, nascoste nella parte oscura dell’uomo, inestricabilmente legata a quella di luce, riversando le sue ossessioni personali in una introspezione autobiografica alternata alle riflessioni sulla storia argentina».
Il recital “Report on the blind” non è un monologo con musica, né un concerto con il narratore; solisti e Malkovich sono personaggi in una storia alimentata e coltivata nelle interazioni uniche tra le due forme di espressione. «Il testo può amplificare la musica», ha spiegato Malkovich. «Quello che non può mai fare è andare faccia a faccia con la musica. L'ho provavo una volta: era come essere colpito da una casa in movimento ».
Nato nell'Illinois da un editore di origini croate e da una giornalista con geni scozzesi e tedeschi, Malkovich, nel 1984, ha debuttato in teatro, al fianco di una star del calibro di Dustin Hoffman, a Broadway in "Morte di un commesso viaggiatore", l’opera di Arhur Miller che lo vedrà mattatore anche in una versione televisiva, che gli fruttò un Emmy Award, l'Oscar americano del piccolo schermo
Al cinema ha esordito, l’anno successivo, con il film "Le stagioni del cuore", con cui guadagnò una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. Sempre nella prima metà degli anni Ottanta arriva una parte in "Urla del silenzio" e poi, a fine decennio, in “Le relazioni pericolose", il film che lo consacra come stella hollywodiana. Nel 1990 viene chiamato da Bernardo Bertolucci che lo vuole per "Il tè nel deserto", sul cui set conosce la studiosa torinese di culture orientali Nicoletta Peyran, sua attuale moglie e madre dei suoi due figli.
Alfred Schnittke è un compositore russo di origine tedesca, nato a Engels, nell'oblast´ di Saratov, nel 1934, morto ad Amburgo nel 1998. Punto di svolta nella sua carriera compositiva può essere considerato il Concerto per violino e orchestra da camera che preannuncia la fase del polistilismo con il suo ardito accostamento di serialismo integrale, elementi aleatori e tonali, reminiscenze di Mahler e Ives, in un montaggio cinematografico. «La citazione eclettica - esplicita o semplice allusione - rappresenta in Schnittke una sintesi illuminante della memoria culturale del passato, attraverso l'utilizzo, così come in Eliot e Joyce, di materiali “preesistiti”», spiegano le note di presentazone dello spettacolo, «tradizioni sia musicali, sia extramusicali, passato e presente, si intrecciano così in un unico contesto sincronico. La dimensione spirituale rappresenta un momento fondamentale nell'ispirazione di Schnittke, così come la concentrazione drammatica di matrice espressionista, presente fin dai primi lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA