Manfredi racconta il Tiranno di Siracusa

31 Gennaio 2015

Lezione dello studioso a Pescara sul mecenate di Platone

di Federica D’Amato

PESCARA

Sarà inaugurato oggi a Pescara, alle 17.30 nella sala Tinozzi della Provincia, il quarto ciclo delle “Conversazioni adriatiche tra storia e letteratura”, organizzato dalla Fondazione Ernesto Giammarco e dall’Isad (Istituto per gli Studi Adriatici). Inaugurazione che anche quest’anno vedrà coinvolto il noto studioso Valerio Massimo Manfredi, il quale interverrà con una lectio magistralis incentrata sulla figura di Dionigi di Siracusa.

L’Isad è nato nell’ambito di ricerca della Fondazione Ernesto Giammarco, che ne ha investito della presidenza Lorenzo Braccesi, già ordinario di Storia antica nelle università di Torino, di Venezia e di Padova; scopo dell’Istituto è quello di promuovere e di valorizzare, su un ampio spettro diacronico e in dimensione interdisciplinare, iniziative di studio sulla valorizzazione delle culture dell’area adriatica, iniziative che in Pescara, per la centralità della sua posizione geografica, trovano centro propulsore d’elezione. Manfredi racconterà al pubblico pescarese le gesta del «dispietato Dionigi» – come ebbe a scriverne Petrarca –, tiranno che con furore e terrore è riuscito a colonizzare fortemente l’immaginario occidentale fino ai giorni nostri; creatore del primo stato territoriale del mondo greco, il “vecchio” siculo condusse una politica espansiva anche nello scacchiere adriatico, fondando numerose colonie in aree chiave per il controllo dei commerci.

Nato a Siracusa nel 430 a.C., fu in grado sin da giovanissimo di conquistare un largo consenso popolare, e a salire al potere con il chiaro intento di abbattere la democrazia allora vigente, convinto del carattere fallimentare di una tale forma di governo. Durante la terza e la quarta guerra greco-punica egli fu a capo dell’esercito, riportando un numero tale di vittorie da assoggettare completamente l’intera Sicilia. Tiranno monolitico, certo, ma che va ricordato soprattutto per l’estrema sensibilità al mondo delle lettere e della filosofia, portatore di numerose novità all’interno del modo di concepire e recepire la cultura coeva.

Tragediografo e mecenate, Dionigi ospitò presso la sua corte filosofi come Platone, sempre alla ricerca di un dialogo mirato a legittimare il proprio potere. Ricordato da Scipione l’Africano come esempio di abilità e coraggio, egli è presente nelle maggiori opere letterarie di tutti i tempi, dalle Tusculanae di Cicerone, alla Divina Commedia di Dante Alighieri e ai Trionfi di Petrarca. Lorenzo Braccesi, presidente dell’Isad e curatore del ciclo delle Conversazioni, introdurrà la lectio di Manfredi, per ricordarne anche il libro che l’archeologo emiliano ha scritto su Dionigi, “Il tiranno” (Mondadori, 2003).

In esso, attraverso una potente ricognizione storico-romanzesca, vengono indagate sia le ragioni che ne hanno segnato la vita in direzione della tirannia, sia le difficoltà che questa scelta ha comportato; vi incontriamo il giovane uomo che si innamora perdutamente di Arete, la quale dopo aver preso come sposa, viene violentata e massacrata barbaramente, ma anche l’uomo ormai schiavo della sua stessa ferocia, inviso a tutti e profondamente solo.

Un libro che in modo magistrale affronta uno dei temi più cari al Manfredi narratore ovvero l’ineluttabilità della morte, soprattutto di coloro che con la loro vita hanno tentato di sfiorare l’immortalità. Il ciclo di incontri proseguirà con appuntamenti mensili attraverso il seguente calendario: il 27 febbraio 2015 Marco Presutti parlerà di “Diocleziano, un Augusto adriatico”, il 27 marzo Lorenzo Braccesi incontrerà il pubblico con “Ugo Foscolo, il respiro ionico-adriatico”, il 24 aprile sarà la volta di Milva Maria Cappellini con “Gabriele d’Annunzio, «La Nave» e il mito di Venezia” ed infine il 22 maggio Roberto Domini affronterà “I protagonisti della battaglia di Lissa”.

. ©RIPRODUZIONE RISERVATA