Marrucino in stand-by impiegati al lavoro da casa

19 Ottobre 2020

CHIETI. Attività ferma al Teatro Marrucino di Chieti. «Dove comunque continuano a lavorare, anche attraverso la pratica dello smart working, tutti i 12 dipendenti», afferma il presidente Cristiano...

CHIETI. Attività ferma al Teatro Marrucino di Chieti. «Dove comunque continuano a lavorare, anche attraverso la pratica dello smart working, tutti i 12 dipendenti», afferma il presidente Cristiano Sicari. «Un momento particolare per l’intero mondo dello spettacolo e questo addolora parecchio considerando anche come un teatro, attraverso il tracciamento degli spettatori, la misurazione della temperatura, il distanziamento e l’obbligo della mascherina, possa essere considerato uno dei luoghi più sicuri in senso assoluto».
In estate buoni riscontri per la rassegna “Le notti del Marrucino” con il suggestivo anfiteatro della Civitella ad ospitare spettacoli di prosa, cabaret, teatro dialettale, concertistica classica e jazz. «È stata anche l’occasione per proporre alcuni spettacoli inseriti nel nostro cartellone stagionale», ricorda Sicari .«L’attuale situazione sanitaria appare purtroppo seria e, di conseguenza, è praticamente impossibile pensare a programmi ben definiti. Almeno nell’immediato e tenendo anche conto che la nostra struttura sarà oggetto, nei prossimi mesi, di altri lavori di sistemazione tra i quali la sostituzione di tutte le poltrone di platea».
Non c’è intenzione di fermarsi invece al Piccolo Teatro dello Scalo diretto da Giancamillo Marrone: «Siamo già ripartiti, magari con qualche adesione in meno ma con l’entusiasmo e la passione di sempre, attraverso l’attività dei nostri laboratori che coinvolgono circa 80 allievi. E siamo comunque pronti a varare un programma di spettacoli all’interno della piccola struttura che abbiamo a disposizione che, con le disposizioni attuali, potrà contenere al massimo circa 35 spettatori. Pensiamo anche a esibizioni all’aperto, come abbiamo fatto in estate al Tempio del Tricalle e a Pennapiedimonte. Certo», considera, «si va verso la stagione fredda ma, sulla falsariga di quanto accade negli spettacoli all’aperto nei paesi nordici, nei quali si viene invitati a portare dietro una sedia da casa, potremmo magari seguire la stessa linea aggiungendo alla sedia anche un plaid».