Martin Bora incontra Ernst Junger nel nuovo romanzo di Ben Pastor

24 Ottobre 2016

PESCARA. Nel libro “I piccoli fuochi” ( (Sellerio editore, traduzione di Luigi Sanvito, 545 pagine, 15 euro) c'è un misterioso delitto su cui fare luce: la moglie di un commodoro della Marina del...

PESCARA.

Nel libro “I piccoli fuochi” ( (Sellerio editore, traduzione di Luigi Sanvito, 545 pagine, 15 euro) c'è un misterioso delitto su cui fare luce: la moglie di un commodoro della Marina del Reich è stata assassinata nella Francia del 1940, occupata dai tedeschi. Ma, come sempre, i romanzi di Ben Pastor vanno ben oltre la narrativa di genere. L'indagine di Martin Bora, il nobile ufficiale della Wehrmacht creato dalla scrittrice italo-americana, servirà a sciogliere l'enigma scandagliando anche i chiaroscuri della storia, alla ricerca di quel senso di umanità e di giustizia che gli orrori della guerra minacciano di sopraffare irrimediabilmente.

Nata a Roma, da padre di Bisenti in provincia di Teramo, naturalizzata statunitense, docente di scienze sociali nelle università americane, Ben Pastor ad ogni romanzo del ciclo di Bora cesella con nuove sfumature la psicologia del suo personaggio. Modellato sulla figura di Claus von Stauffenberg, il protagonista del fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944, Martin Bora è colto, elegante, aristocratico, diviso tra il senso di attaccamento alla patria e l'impossibilità di tradire un altro giuramento, ancora più profondo, quello alla sua morale. Rispetta gli obblighi militari ma, sottotraccia, denuncia crimini di guerra compiuti dai nazisti e dai loro alleati, difende i perseguitati, si rende inviso alle SS che lo accerchiano, pronte a coglierlo in trappola.

In questa nuova avventura Martin, ufficiale del controspionaggio tedesco, viene inviato in Bretagna per indagare sull'omicidio della moglie del commodoro: e qui si immerge in un contesto ambiguo e sfuggente, agitato da passioni e interessi sotterranei di ogni tipo. Ci sono le molte amanti del commodoro, le strane abitudini del figlio, il cadavere della vittima spostato da un luogo all'altro dopo la morte. Un'ingente somma scomparsa, i traffici dei nazionalisti bretoni e le lotte intestine che dividono gli apparati del Reich. Nulla è come appare, cominciando dai panorami di una terra remota. Martin Bora deve difendersi dagli agguati delle SS e dall'ostilità del commodoro verso la sua inchiesta, ma trova un aiuto inatteso in un personaggio realmente esistito: Ernst Junger, controverso scrittore e intellettuale, cantore dello spirito bellico ma non del nazismo e per questo inviso al regime.

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