Maurizio Costanzo: sono 40 anni che va avanti il mio show. Vabbé

27 Aprile 2022

Quarant’anni per uno show televisivo sono un record probabilmente irraggiungibile per chiunque, eppure Maurizio Costanzo li annuncia con un semplice «vabbè», come fosse una cosa di tutti i giorni. A...

Quarant’anni per uno show televisivo sono un record probabilmente irraggiungibile per chiunque, eppure Maurizio Costanzo li annuncia con un semplice «vabbè», come fosse una cosa di tutti i giorni. A 83 anni il conduttore continua a dirigere con l’abilità di saper cogliere ogni spunto che possa far discutere o entusiasmare il suo pubblico, che a tratti sembra la curva di uno stadio più che la platea di un programma tv.
Dalla pandemia al gossip, dalla guerra alla musica, il suo spettacolo è il regno dell’infotainment, informazione e intrattenimento. «Dopo 12 anni torno al Parioli», ha esordito Costanzo aprendo la puntata della 40ª edizione al via oggi in seconda serata su Canale 5. Da lì ha dato il via il 14 settembre del 1982, prima su Rete 4 e poi sulla rete ammiraglia Mediaset, allo show più longevo del piccolo schermo, scrivendo pagine di storia della televisione. Da Andreotti a Cossiga, da Silvio Berlusconi a D’Alema, tutti i grandi politici sono saliti su quel palco. Star del cinema come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Monica Vitti, Paolo Villaggio, Massimo Troisi, Sophia Loren, Alberto Sordi, ci sono passate. Così come artisti del calibro di Carmelo Bene, Andrea Camilleri, Alda Merini e Fernanda Pivano. Tanti personaggi sono figli di quello show, come Vittorio Sgarbi, Platinette o Giampiero Mughini. Costanzo ha chiamato anche i magistrati Borsellino e Falcone e la lotta alla mafia è stata uno dei punti fermi del programma. Non a caso a via Fauro, a due passi dal teatro, il conduttore fu vittima di un attentato mafioso nel 1993. Michele Santoro, che nel 1991 diede vita alla maratona evento Mediaset-Rai con Costanzo dopo la morte di Libero Grassi, ha ripercorso quella giornata. «Sono arrivato a casa sua in una scena di guerra», ha detto. «Ho visto Maurizio frastornato, Maria (De Filippi, ndr) sul letto che non riusciva a proferire parola. Quello era un avvertimento alla tv: state esagerando, tornate a fare la televisione. Lui è la tv con la t maiuscola», ha aggiunto. «Magari per il cinquantenario facciamo qualcosa assieme».
Costanzo ha poi ricordato un dettaglio, rivelato due anni fa a “Un giorno a pecora”: «Nelle indagini hanno scoperto che a metà platea c’era Messina Denaro, il grande latitante, veniva a vedere lo show e magari gli piaceva pure». Non solo Santoro, alla puntata d’esordio non poteva mancare Enrico Mentana che ha parlato della volta in cui Berlusconi lo convocò con Costanzo per annunciare loro la sua discesa in campo. «Ci sembrava una sgrammaticatura terribile che diventasse capo di una parte politica mentre noi ci affannavamo in tv», ha detto il direttore del TgLa7. «Non siamo però mai stati due orfanelli, abbiamo continuato a fare il nostro lavoro e non abbiamo avuto ritorsioni. Non lo abbiamo mai votato peraltro». «Mai votato», ha confermato Costanzo. «Vorrei ricordare tre persone che non ci sono più», ha concluso Costanzo: «Alberto Silvestri, mio coautore, Paolo Pietrangeli, il regista, e il maestro Franco Bracardi».