“Memorie del sottosuolo”: va in scena Dostoevskij

12 Maggio 2022

PESCARA. La rassegna del Florian Metateatro “Four generations – Quattro generazioni di teatro di ricerca” – ovvero spettacoli, incontri, laboratori, presentazioni su e con gli sguardi delle diverse...

PESCARA. La rassegna del Florian Metateatro “Four generations – Quattro generazioni di teatro di ricerca” – ovvero spettacoli, incontri, laboratori, presentazioni su e con gli sguardi delle diverse generazioni – dopo i grandi nomi di Pippo Di Marca, Fabrizio Arcuri, Teatro del Lemming prosegue nel viaggio delle generazioni arrivando alla tappa dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, compagnia che nasce nel 1984 dall’incontro artistico di Marco Isidori, regista capocomico, Daniela Dal Cin, pittrice/scenografa e Maria Luisa Abate, attrice, ai quali si aggiunge, nel 2000 l’attore Paolo Oricco.
Sul palco del Florian Espace di via Valle Roveto a Pescara domani, 13 maggio, ore 20.45 e domenica 15 alle 19 l’ultima loro produzione: “Memorie del sottosuolo”, adattamento drammaturgico di Marco Isidori da Fëdor Dostoevskij con Paolo Oricco, sipario “Trionfo della Morte” di Daniela Dal Cin, regia Marco Isidori.
Lo spettacolo ha debuttato con successo al Teatro Gobetti di Torino in novembre in concomitanza con la celebrazione del bicentenario dello scri1ore russo. «Da quanto tempo i Marcido pensavano ad una messa in scena di Dostoevskij! Forse, dall’esordio della Compagnia», si legge nelle note ddello spettacolo. «Infatti sempre i motivi del grande russo, attraversarono, e neanche troppo sotterraneamente, il nostro lavoro, come un basso continuo implacabile anche se abbastanza camuffato nella sue manifestazioni sceniche da risultare illeggibile alla superficialità della cronaca. Adesso abbiamo deciso di esprimere compiutamente in uno spettacolo, facendola esplodere questa nostra tendenza dostoevskijana, prendendo per le corna quelle “Memorie del sottosuolo” che sono forse uno dei testi chiave dell’opera del russo, pronti ad affrontare una misura certo non facile e carica di rischio, ma per noi di straordinario fascino drammatico. Le parole, ma meglio dir subito, senza ambiguità, la “Parola” di Dostoevskij, e quelle proposte in prima persona dall’autore nelle “Memorie” su tutte, sono talmente impregnate di un concentrato dell’umano travaglio, da fotografare, far suonar netto, netto aldilà di ogni ambiguità ideologica o storica, il tema ossessivo di questo scrittore, la dominante tragica spalancata e sviluppata in ogni piega possibile del discorso» L’allestimento scenografico ha comportato la realizzazione pittorica di un’unica grande pala/sipario intitolata “Trionfo della Morte”, ispirato al quattrocentesco dipinto palermitano, con la nettezza caricata della grafia potente di Dal Cin. I Marcido perseguono una ricerca che si potrebbe definire barocca, portando in scena testi teatrali epurati da ogni introspezione psicologica e privilegiando azione e gesto, dove la visione della scena diventa parte fondante e costitutiva dello spettacolo e la visionarietà scenografica di Daniela Dal Cin si fa drammarturgia. Indimenticata la presenza a Pescara, sempre al Florian Espace, di “Happy Days in Marcido’s field” ovvero Giorni Felici di Becket alla maniera dei Marcido, così come “Le Serve, una Danza di guerra” da Genet all’Alici. Sabato alle 18 con le voci degli stessi protagonisti focus tutto dedicato ai Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa a ingresso gratuito.