Michele Placido inaugura la prosa del Marrucino con il “Caffè” di Goldoni

Due spettacoli, sabato 29 e domenica 30, per una commedia corale Il curatore Cavuti: «Un grande interprete, amico dell’Abruzzo»
Sarà Michele Placido a inaugura la stagione di prosa del Teatro Marrucino. E lo farà nei panni dell’“l’antieroe” Don Marzio, nobile napoletano frequentatore de La bottega del caffè, uno dei maggiori capolavori di Goldoni. Lo spettacolo andrà in scena sabato prossimo alle 21 e domenica alle 17.30, con la regia di Paolo Valerio e la coproduzione del Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia, di Goldenart Production e della Fondazione Teatro della Toscana.
Questa nuova versione del classico di Goldoni si annuncia subito corale, incentrata su quel microcosmo attraverso cui il grande scrittore veneziano tratteggia uno sfaccettato affresco sociale e umano. Moderna e complessa, ricca di ironie e acutezze, la commedia sviluppa le linee della sua fondamentale riforma drammaturgica, rinunciando alle maschere, definendo i caratteri, scrivendo i dialoghi, nonostante l’ambientazione veneziana, in lingua toscana.
È lo stesso autore Goldoni a descriverci nei Memoires la scena con perfetta unità di luogo, in cui si svolge la pièce: «Una piazzetta nella città di Venezia. Di fronte vi sono tre botteghe: quella in mezzo è un caffè, quella a destra è occupata da un parrucchiere e l’altra a sinistra da un biscazziere. Da una parte, vi è fra due calli, una casetta, abitata da una ballerina, dall’altra una locanda».
Il personaggio interpretato da Michele Placido è descritto da Goldoni come «un chiacchierone maldicente, molto originale e comico, uno di quei flagelli dell’umanità che preoccupa tutti quanti, infastidisce i frequentatori abituali del caffè». Sempre a proposito del carattere di Don Marzio, Goldoni aggiunge anche un aneddoto: «Quello del maldicente era applicabile a molte persone conosciute. Una di esse se la prese con me; fui minacciato, si parlava di spade, coltelli, pistole; ma, curiosi, forse, di vedere sedici commedie nuove in un anno, mi concessero il tempo di terminarle».
Abitano gli altri spazi della scena Eugenio, giovane mercante giocatore incallito frequentatore della casa da gioco del cinico Pandolfo, e la sua giovane sposa, che tenta di riportarlo sulla retta via. Poi il nobile Flaminio, che sperpera anche lui i propri beni, contrastato dalla moglie Placida, mentre la ballerina Lisaura ignara di questo legame, spera di cambiar vita accanto a lui. E tutti gravitano intorno alla caffetteria di Ridolfo, dove Don Marzio, osservando tutto con occhio malizioso, si diverte a manipolare i destini di tutti.
Accanto al protagonista Placido, saranno in scena Luca Altavilla, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Anna Gargano, Armando Granato, Vito Lopriore, Francesco Migliaccio, Michelangelo Placido, Maria Grazia Plos. Scene di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Stefano Nicolao, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Antonio Di Pofi, i movimenti di scena di Monica Codena.
Il cartellone di prosa del Marrucino, con otto spettacoli più una serata di gala dedicata al regista Anton Giulio Majano, ha già registrato il record di vendita degli abbonamenti. «Un dato molto significativo», ha commentato Giustino Angeloni, presidente del consiglio di amministrazione del teatro, che dimostra, anche di fronte alle difficoltà della pandemia, «una grande domanda di teatro e la capacità del Marrucino di offrire un cartellone di assoluto livello qualitativo, in linea con la sua storia e la sua tradizione».
Soddisfazione anche da parte del responsabile della stagione di prosa, Davide Cavuti, «La stagione artistica si aprirà con un grande interprete quale è Michele Placido, con cui ho l’onore di collaborare, da tantissimi anni, sia al cinema che al teatro: l’Abruzzo è una regione che lui ama da sempre».
Domenica 30 gennaio alle 12.00, come di consueto, si terrà nel foyer del teatro l’Incontro con gli Artisti.
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