“Mille orti in mezzo al mare”, il libro che racconta la passione per la terra

5 Novembre 2015

La riconquista della terra coltivata, la cura dell'orto di prossimità, il ritorno all'identità originaria, alla terra madre. All'eden originario nel caso dell'isola verde, Ischia, terra fiorita in...

La riconquista della terra coltivata, la cura dell'orto di prossimità, il ritorno all'identità originaria, alla terra madre. All'eden originario nel caso dell'isola verde, Ischia, terra fiorita in mezzo al mare, vigneti di qualità, orti rigogliosi grazie al suolo vulcanico e ai microclimi favorevoli. Un fenomeno della natura da proteggere nella sua bellezza e fragilità. E' allora che la cura dell'orto diventa un'esperienza emblematica, sostiene il giornalista Ciro Cenatiempo nel suo ultimo libro “Mille orti in mezzo al mare” (Ad est dell’equatore editore), storie di vita vissuta, di uomini e donne animati da passione e impegno etico, che riscoprono valori millenari.

Un viaggio tra gli orti (coltivati) isolani e anche tra i cibi che “sanno di qualcosa”. Storie, avvenimenti, fatti, curiosità, molti paradossi e formidabili sfide. Come quella legata al vino – motivo di vanto tra le produzioni regionali, per meglio dire isolane - e al vendemmiare eroico, sostenibile, laborioso. Si legge: «...c'è l'opera di Andrea d'Ambra, che regge le sorti della più antica azienda vinicola isolana, ed è interprete di spicco della viticoltura eroica, di montagna... è il capofila, con un ruolo trainante, di una sfida emergente, di una diffusa reconquista che rincuora. C'è chi prosegue l'impegno ultradecennale delle proprie famiglie. C'è la caparbietà di Nicola e Vera Mazzella, tra Campagnano, Lume e Grotte di Terra, a picco sugli scogli orientali-meridionali brulicanti di granchi e patelle, sulle orme di papà Antonio...». E' anche merito loro, che conservano il seme, se i rari fagioli “zampognari” di Campagnano sono ancora oggi ricercata delizia per il palato. (j.f.)