Miss Italia, protesta delle finaliste «La bellezza non è un reato»

VENEZIA. Un corteo in difesa della libertà delle donne, compresa quella di esibire la propria bellezza sfilando su una passerella. La protesta delle 80 finaliste di «Miss Italia 2019» si è tenuta,...
VENEZIA. Un corteo in difesa della libertà delle donne, compresa quella di esibire la propria bellezza sfilando su una passerella. La protesta delle 80 finaliste di «Miss Italia 2019» si è tenuta, venerdì sera, a Jesolo durante la parata delle concorrenti da piazza Torino a piazza Milano, precedute da banda, majorettes e da Carlotta Maggiorana, Miss Italia 2018. A inscenare la manifestazione per dire «basta critiche al concorso», sono state le stesse miss, in jeans e maglietta blu, esibendo ciascuna un cartello con la rivendicazioni del diritto a sfilare in passerella. «La bellezza non è una colpa», «Né nude né mute», «Libera di scegliere», «Essere belle non è un reato», «Sono mamma e sono miss», «Studio matematica e sono miss», alcuni degli slogan. Sulle magliette invece il claim «Jesolo Nature», in difesa del mare pulito. Era presente al flash-mob anche la patron del concorso di bellezza, Patrizia Mirigliani, che per prima aveva manifestato l'intenzione di rispondere alle critiche sulle mercificazione delle donne che ancora piovono sul concorso.
Nei giorni scorsi sono state annunciate ufficialmente le 80 ragazze che si contenderanno il titolo di Miss Italia 2019 nella diretta televisiva che sarà condotta da Alessandro Greco, in diretta da Jesolo il prossimo 6 settembre su Rai1.
Le ragazze vengono da tutta Italia e ciascuna di loro è già stata insignita di una fascia "minore". Tra loro c’è anche al Miss Abruzzo Francesca Persiani, 19 anni di Giulianova. Due riserve, Domiziana Cappa (Miss Sport Calabria) e Alessandra Simeone (Miss Sorriso Campania).
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