Mondaini e Vianello, la storia bella della tv

30 Agosto 2021

Il 1° settembre Sandra avrebbe compiuto 90 anni: l’esordio a 6 mesi di vita, poi rivista, cinema e la scena con Raimondo 

«Che barba che noia, che noia che barba». È indimenticabile (e indimenticata) Sandra Mondaini scalciante sotto le coperte, di fianco a un paziente Raimondo che legge la Gazzetta dello Sport prima di addormentarsi. Erano gli anni ’90, la rete che li portava nelle case di tutti gli italiani Canale 5, e sarebbero 90 il 1° settembre le candeline che la signora Vianello, all’anagrafe Alessandrina, avrebbe spento.
Il suo esordio (inconsapevole) sulle scene fu a soli sei mesi d’età: originaria di Lambrate, era figlia di Giuseppina Lombardini e Giacinto Mondaini, pittore e umorista della rivista satirica Il Bertoldo: il padre la scelse come modella neonata per la campagna contro la tubercolosi e poi di nuovo a due anni, immortalandola su francobolli e manifesti murali. Attrice, conduttrice per radio e tv, doppiatrice, cantante ma soprattutto comica dal talento indiscusso e dalla cifra inimitabile, la sua lunghissima carriera artistica è stata indissolubilmente legata a quella del marito, Raimondo Vianello, conosciuto nel 1958 e sposato 4 anni dopo. Sulla scena come nella vita sempre insieme Sandra e Raimondo, nessun figlio ma un rapporto di coppia simbiotico, imperniato su autoironia, scelte artistiche intelligenti, grande riserbo e protezione della privacy. Dagli anni Sessanta insieme hanno condotto molti varietà televisivi e radiofonici, interpretato film e telefilm: uno su tutti la celeberrima “Casa Vianello”, in onda dal 1988 al 2007 sulle reti Mediaset. La carriera di Sandra Mondaini però comincia prima dell’incontro con l’uomo della sua vita: verso la metà degli anni ’40 infatti, per aiutare la famiglia in difficoltà economica, lavora come modella per il settimanale femminile Mani di fata, per il noto fotografo Elio Luxardo e per Borsalino, la famosa maison di cappelli.
Il debutto a teatro è con “Ghe pensi mi”, regia di Marcello Marchesi, nel 1949, e pochi anni più tardi l’approdo al cinema con “Attanasio cavallo Vanesio”, diretta da Camillo Mastrocinque nel 1953. Nel 1956, grazie al successo ottenuto nel teatro di rivista con Erminio Macario, viene proclamata diva dell’anno dal Passerella Club. Da allora fu ascesa senza pausa: al cinema negli anni ’50 e ’60, a teatro anche negli anni ’70, e il percorso iconico in televisione: da quella in bianco e nero con il primo programma “Settenote” (regia di Alda Grimaldi, 1954) al grande successo con la conduzione di “Canzonissima” nel 1961, in cui Paolo Poli e la Mondaini interpretavano i «bambini terribili» Filiberto e Arabella, in sketch divertentissimi. Sandra ha attraversato il piccolo schermo per 50 anni conducendo varietà e recitando in fiction di successo, fino all’ultimo programma condotto dalla coppia nel 2004: “Sandra e Raimondo Supershow”, regia di Riccardo Recchia, Canale 5. I quarantenni di oggi però hanno ancora nelle orecchie il suo «Ciaooo bimbi!»: nel 1978 infatti la Mondaini debutta nei panni di Sbirulino, clown dinoccolato amico dei più piccoli, nella trasmissione “Io e la Befana”, un personaggio che le porta grande fortuna e che nel 1982 diventa anche un film con la regia di Flavio Mogherini.
Subito dopo la morte dell’attrice, avvenuta il 21 settembre 2010, viene intitolato a Sbirulino l’asilo nido comunale di Milano Due, il quartiere di Segrate dove viveva con il marito. Il 7 dicembre 1991, Sant’Ambrogio, Sandra diventa con Raimondo cittadina benemerita di Milano, insignita della Medaglia d’Oro del Comune, e 5 anni dopo è Grand’Ufficiale Ordine al merito della Repubblica su iniziativa del Presidente della Repubblica, il 26 giugno 1996. L’8 marzo 1999 riceve dalla Presidenza della Regione Lombardia il Premio Rosa Camuna come riconoscimento al suo ruolo di prestigio operato nel settore del lavoro, della creatività, dell’educazione e dell’impegno sociale. Nel 2001 la coppia Vianello- Mondaini riceve il Premio Campione.
Impegnata per la raccolta di fondi per la ricerca, affiancando anche Umberto Veronesi al quale la legava un’amicizia d’infanzia, nel settembre 2003, in occasione della Giornata per la Ricerca sul cancro svoltasi al Quirinale, Sandra riceve dal presidente Ciampi la consegna con Vianello del premio Credere nella Ricerca: entrambi erano già testimonial dell’Airc. Il 2 novembre 2010 i nomi di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello vengono iscritti al Famedio, nel 2020 esce il francobollo celebrativo a 10 anni dalla sua scomparsa: anche lì disegnata, sorridente, per sempre insieme al suo Raimondo.