Morena Gentile da attrice a produttrice Il suo Pasolini eletto miglior docufilm
Bernardo Bertolucci nel 1962 aveva vinto il Premio Viareggio per la poesia. Forse avrebbe continuato a fare il poeta se, poco prima, Pier Paolo Pasolini non lo avesse coinvolto come aiuto regista...
Bernardo Bertolucci nel 1962 aveva vinto il Premio Viareggio per la poesia. Forse avrebbe continuato a fare il poeta se, poco prima, Pier Paolo Pasolini non lo avesse coinvolto come aiuto regista nelle riprese di “Accattone”. È una delle storie che racconta “Pier Paolo Pasolini – Una visione nuova” di Giancarlo Scarchilli, prodotto dalla Mg Production dell’attrice pescarese Morena Gentile, che ieri a Venezia ha ricevuto il riconoscimento come miglior docufilm nell’ambito del Premio Kinéo, storico evento collaterale della Mostra internazionale d’arte cinematografica giunto all’80esima edizione.
La pellicola sceneggiata e diretta da Scarchilli, uscita nel marzo scorso, racconta le personalità che hanno avuto un significativo mutamento, o comunque ricevuto uno stimolo rilevante, dopo l’incontro con Pasolini. Tra queste ci sono appunto Bertolucci, il regista di “Ultimo tango a Parigi” e “Novecento” venuto a mancare cinque anni fa. Oppure Vincenzo Cerami, insegnante di scuola media a Ciampino, coinvolto come aiuto regista in “Uccellini e uccellacci”, avviato così alla scrittura. O Sergio Citti, pittore edile che grazie al fortunato incontro con l’autore di “Ragazzi di vita” diventa regista e sceneggiatore. Con lui c’è poi il fratello Franco, memorabile interprete di “Accattone”. Il filo conduttore del docufilm è quell’indole da rabdomante di Pasolini, che sapeva scovare il talento dove altri non lo percepivano.
La Mg Production ha creduto nel film per l’originalità del progetto che ha voluto raffigurare la visione nuova con la quale Pasolini approcciava i suoi lavori, la società, le personalità con cui si confrontava. In 71 minuti, presentati al 40esimo Torino Film Festival e selezionato ai Nastri d’argento 2023, il film di Scarchilli distribuiti dalla Medusa offre la voce di personaggi importanti del mondo del cinema e non solo: da Pupi Avati a Walter Veltroni, da Carlo Verdone ad Andrea Purgatori. Un modo per raccontare come l’incontro con Pasolini abbia apportato un contributo fondamentale, a volte decisivo, tanto sotto l’aspetto artistico quanto sotto quello umano.
«Vivere questo momento, con questo prestigioso riconoscimento in questa vetrina, è fonte di orgoglio per me e il mio gruppo», commenta emozionata Morena Gentile in occasione della consegna del premio a Venezia, «essere qui, tra le major mondiali in questo scenario, mi auguro che possa essere un grande stimolo che possa dare energia e ambizioni alle nostre prossime produzioni».
Gentile, alla carriera da attrice, affianca dal 2020 l’attività di produttrice con la fondazione della Mg Production. Una scelta che ora viene premiata a Venezia, dove al Kinéo è stata incoronata insieme al miglior film italiano “Le otto montagne” di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, la miglior opera prima drammatica la riceve “Piano piano” di Nicola Prosatore, la miglior opera prima commedia “Il cacio con le pere” di Luca Calvani: questi alcuni dei titoli che hanno festeggiato ieri nell’ambito del premio ideato e diretto da Rosetta Sannelli, presidente dell’associazione culturale Kinéo che quest’anno entra nel terzo decennio di attività.
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