Morto Argentieri critico cinematografico nato a Pescara

PESCARA. È morto a 89 anni a Roma Mino Argentieri, critico e storico del cinema nato a Pescara il 13 agosto 1927. Era ricoverato all'ospedale San Camillo. Le sue analisi sul rapporto tra cinema,...
PESCARA. È morto a 89 anni a Roma Mino Argentieri, critico e storico del cinema nato a Pescara il 13 agosto 1927. Era ricoverato all'ospedale San Camillo. Le sue analisi sul rapporto tra cinema, società, potere e censura sono diventate un punto di riferimento obbligato nell’ambito della critica cinematografica. Dopo essersi trasferito con la famiglia a Roma nel 1934 e aver concluso gli studi classici, si diplomò nel 1949 alla Scuola universitaria per assistenti sociali. Nello stesso anno iniziò a lavorare per l’Inca (Istituto nazionale confederale di assistenza, ente di patronato della Cgil) di Roma, per il quale organizzò un centro cinematografico popolare, bloccato in seguito per problemi di censura: uno dei film in programma, infatti, “Die letzte chance” (1945; L'ultima speranza) di Leopold Lindtberg, venne proiettato in versione integrale, con l'aggiunta delle scene tagliate dalla censura italiana. Nel 1950 fu tra i fondatori del circolo cinematografico Chaplin a Roma, rimasto attivo sino al 1967, mentre nel 1954 iniziò a collaborare come critico vicario al quotidiano “l'Unità”, e, dal 1962, per le riviste “Rinascita”, “Il contemporaneo” e “L'eco del cinema”.
Nel 1960, con Tommaso Chiaretti, Spartaco Cilento, Lorenzo Quaglietti e Giovanni Vento fondò la rivista “Cinemasessanta”, curata dalla casa editrice Città del Sole, che avrebbe concentrato la sua analisi sul cinema come arte industriale della società di massa. Nel 1974 Argentieri raccolse i frutti di una ricerca sulle forme di censura che hanno caratterizzato il cinema italiano con il saggio “La censura nel cinema italiano”. Nei lavori successivi (tra cui “L’asse cinematografico Roma-Berlino”, 1986, e “Il cinema in guerra. Arte, comunicazione e propaganda: 1940-44”, 1998), il critico approfondiva la metodologia storiografica già elaborata nel precedente “Documento cinematografico e ricerca storiografica” (1984), dando un quadro degli aspetti sociali e storici entro i quali il cinema si colloca ancora una volta in quanto luogo di creazione di un immaginario rivelatore delle forze sociali che lo hanno prodotto. Ha inoltre curato “Schermi di guerra. Cinema italiano 1939-1945” (1995).