Mosè, Hawking e la fine di un amore a New York

TERAMO. La fuga di 400mila schiavi ebrei dall'Egitto, guidati da Mosè attraverso il Mar Rosso e verso la Terra promessa, secondo la descrizione del libro biblico dell'Esodo. La storia più antica e...
TERAMO. La fuga di 400mila schiavi ebrei dall'Egitto, guidati da Mosè attraverso il Mar Rosso e verso la Terra promessa, secondo la descrizione del libro biblico dell'Esodo. La storia più antica e nota del mondo, raccontata per la prima volta sul grande schermo nel 1923 da Cecil B. De Mille, si riaffaccia nelle sale con la regia del maestro del film epico, Ridley Scott, la tecnologia 3D, e un cast di stelle. Coproduzione internazionale, “Exodus - Dei e Re” è un kolossal di due ore e mezzo ricco di effetti digitali all'avanguardia, impiegati soprattutto per visualizzare le dieci piaghe con cui Dio colpì il faraone e la sua gente per le sofferenze inflitte agli ebrei e per convincere il sovrano a lasciar partire il popolo Israel. Trasformazione dell'acqua in sangue, invasione di rane, zanzare, mosche, morìa del bestiame, ulcere, grandine, locuste, tenebre, morte dei primogeniti maschi: oltre ai castighi divini, ovviamente anche il passaggio del Mar Rosso è stato ricreato con spettacolari effetti digitali. Cast stellare, come detto, con Christian Bale nel ruolo di Mosè e Joel Edgerton nei panni di Ramses, cresciuti come fratelli e poi divenuti nemici; John Turturro è il faraone Seti, e Sigourney Weaver è Tuya, moglie di Seti e madre di Ramses.
A contendere a Mosè il primato al botteghino l'edificante film britannico “La teoria del tutto” di James Marsh, ritratto dell'astrofisico Stephen Hawking, famoso per le sue ricerche sull'origine dell'universo quanto per il coraggio e tenacia con cui vive la condizione di malato di Sla. La vicenda dello scienziato viene raccontata a partire dagli anni dell'università, quando il giovane Stephen (Eddie Redmayne, premiato col Golden Globe), brillante studente di fisica a Cambridge incontra nel 1963 Jane Wilde (Felicity Jones), studentessa di lettere. Tra i due è colpo di fulmine. Il film, basato sul libro di memorie di Jane Hawking (“Travelling to Infinity: My Life with Stephen”), è anche il racconto di una grande storia d'amore. Stephen e Jane si sposano e fanno progetti nonostante l'infausta diagnosi che a 21 anni inchioda lui alla malattia e a un'aspettativa di vita di due anni. Jane lo sostiene e convince a finire il dottorato, che include l'elaborazione della teoria sulla creazione dell'universo. Sono passati ben più di due anni e lo scienziato è vivo e lotta.
Infine “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo, sorta di horror dei sentimenti interpretato dalla compagna del regista Alba Rohrwacher e dal lanciatissimo attore americano Adam Driver, entrambi premiati alla Mostra di Venezia con la Coppa Volpi. I due sono Mina e Jude, lei italiana lui americano, sposi innamoratissimi e felici a New York. La nascita di un figlio dovrebbe coronare l'amore, ma le fobie di Mina, convinta che il bimbo sia speciale e vada protetto a ogni costo dall'inquinamento del mondo esterno, conduce il rapporto in uno stato di conflitto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA