Mughini, ottant’anni sempre controcorrente e con la Juve nel cuore

13 Aprile 2021

Gli esordi da giornalista a Paese sera, l’addio alla sinistra i saggi polemici, la carriera da commentatore sportivo

Il regalo per i suoi ottant’anni Giampiero Mughini, catanese classe 1941, se l’è fatto in anticipo, lo scorso 11 settembre, quando ha sposato Michela Pandolfi, sua compagna da quasi trent’anni. Le candeline, invece, le spegnerà il 16 aprile, probabilmente nella sua casa romana dove ospita, tra le tante, una collezione di oltre ventimila libri di cui alcuni molto rari.
La carriera giornalistica di Mughini, in questa stagione oggi ospite fisso a “Stasera Italia” su Retequattro, inizia nella capitale, nel quotidiano Paese Sera. Sono gli anni della sua militanza di sinistra: è tra i fondatori de Il Manifesto ed è direttore responsabile del giornale di Lotta Continua. Vi si allontana negli anni Ottanta non senza criticare ferocemente gli ex compagni (nel celebre pamphlet “Compagni Addio”) e prendendo anche alcune posizioni che gli fanno piovere addosso altrettante critiche. Come quando, nel 1980, propone su Rai2 il documentario “Nero è bello”, in cui esplora e racconta, senza demonizzarli, gli ambienti della destra neofascista italiana; o come quando, anni dopo, scrive il libro “Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione”, denunciando come ipocrita l’innocentismo di tanti giornalisti e intellettuali a favore di Adriano Sofri del quale, peraltro, non ritiene provata la colpevolezza. Così come, del resto, sostiene l’estraneità degli ex terroristi neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro nella strage di Bologna. Le collaborazioni con i giornali (da L’Europeo a Panorama, dal Foglio a Libero) e i libri scritti non si contano. Tra questi ultimi c’è “E la donna creò l’uomo” che, nel 2006, gli vale il Premio Cimitile.
Finchè, dopo un paio di apparizioni al cinema in “Ecce bombo” e “Sogni d’oro” di Nanni Moretti (in seguito sarà anche nel cast de “Il mio West” di Giovanni Veronesi e de “L’allenatore nel pallone 2” di Sergio Martino, stavolta nei panni di sè stesso) arriva la televisione. È il 1987 quando Mughini è ospite fisso di Ieri, Goggi e domani. Seguono il Maurizio Costanzo Show, L’appello del martedì, Controcampo, Tiki Taka. Il calcio è il nostro gioco, Estate in diretta. Mughini, grazie alla sua cultura sconfinata, alla sua naturale inclinazione alla polemica e ai suoi look stravaganti, è l’ospite perfetto per qualunque talk-show. I suoi interventi sono sempre pungenti e coloriti, soprattutto quando parla di calcio. La sua passione è la Juventus alla quale ha dedicato tre dei suoi libri: “Un sogno chiamato Juventus. Cento anni di eroi e vittorie bianconere” (2003), “Juve. Il sogno che continua” (2008) e “Sempre una gran Signora. Lettera d’amore alla nuova Juventus” (2017). Nel 2007, a causa di due articoli scritti nonostante una sospensione dovuta a uno spot pubblicitario, il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti del Lazio lo ha cancellato dall’albo.