“Mò Vi Mento”: dal film al libro per ridere dell’Italia

8 Maggio 2019

CHIETI. La storia di un matrimonio ripetutamente rimandato, di un movimento politico appena nato e di una sarabanda di personaggi pronti a dar vita ad una catena di equivoci fino a culminare in un...

CHIETI. La storia di un matrimonio ripetutamente rimandato, di un movimento politico appena nato e di una sarabanda di personaggi pronti a dar vita ad una catena di equivoci fino a culminare in un finale pirotecnico.
Ovvero amore, soldi, politica e intrecci che ruotano intorno al gioco della bugia e della verità. Sì, perché quasi nessuno dei personaggi è ciò che sembra o che vorrebbe apparire. Questo il tema di “Mo’ Vi Mento - Lira d’Achille” film diretto da Francesco Gagliardi e Stefania Capobianco, recentemente premiato come miglior film nella sezione dei lungometraggi al Festival Internazionale del Cinema di Salerno, che uscirà nelle sale giovedì 16 maggio e dal quale è stato tratto un libro.
«Mi ha incuriosito proprio il fatto che, contrariamente a quanto accade abitualmente», ha spiegato Francesco Carrassi, direttore de La Nazione e autore della prefazione del romanzo presentato ieri mattina a Chieti, «da una sceneggiatura è nato appunto un libro nel quale si evidenza l’attuale immagine del nostro Paese, popolato da furbastri che le pensano tutte per fare soldi attraverso anche una buona dose di menzogna. Ma è il Paese che siamo, che amiamo e che riesce ancora a raccontarsi con il sorriso sulle labbra. Senza nessun riferimento diretto ai movimenti politici attuali, dal momento che la sceneggiatura del film risale a diverso tempo fa».
Personaggi sopra le righe e gag esilaranti, il film-libro utilizza un linguaggio provocatorio e irriverente, tipico del genere della commedia, per fornire uno spaccato socio-politico dei nostri giorni ruotando attorno all’equivoco del “mò-vi-mento”, ovvero “ora vi dico una bugia”, con evidente riferimento alle menzogne che ci circondano quotidianamente. Ed ecco allungarsi la storia di Achille Alfresco, presidente del “Mò Vi Mento - Lira di Achille”, paladino politico dell’uscita dell’Italia dall’euro, in procinto di sposare Elena Guarracino, erede di una multinazionale che produce preservativi. Non proprio un matrimonio d’amore, quanto un’operazione di marketing messa però a dura prova da sentimenti che rischiano di sconvolgere tutti i piani.
Così è Massimo Della Bozza, aspirante scrittore costretto a fare da portaborse in nero del meschino Achille che gli promette un roseo futuro come prossimo ministro della Cultura, a finisce per essere strumento ingenuo e inconsapevole di un disegno politico che deve compiersi tra vari intrighi e complotti.
Dalla sceneggiatura del film, l’autore e regista Gagliardi ha saputo trarre un libro divertente e leggero che ripropone lo spirito comico e paradossale del prodotto cinematografico sfruttando la parodia di temi politici e sociali dell’Italia più tradizionale subdolamente insidiata da una insospettabile lobby. Ma, in fondo, è anche una storia d’amore, quella che sollecita le corde emotive dello spettatore-lettore e lo induce inevitabilmente a stare dalla parte giusta. Nel cast, tra gli altri, Enrica Guidi, Giovanni Scifoni, Tony Sperandeo, Daniele Monterosi, Andrea Roncato e Benedetta Valanzana, per un film divertente e incisivo con una considerazione da parte dello stesso regista. «Si riflette senza arrabbiarsi», spiega Gagliardi, «e con emozione ho avuto modo di conoscere e far conoscere meglio i personaggi del film proprio nel passare alla stesura del libro, senza l’esigenza di rispettare i tempi di un lavoro cinematografico». Un lavoro che la co-regista Stefania Capobianco non esita a definire «una commedia farsesca dove c’è tanta Italia, magari politicamente scorretta e dove i giovani fanno fatica ad emergere, ma che comunque viene poi avvolta da una sorta di risata liberatoria».
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