Narrativa e musica d’Abruzzo l’incontro di linguaggi diversi

In prima assoluta la “Barattelli” presenta all’Aquila un progetto innovativo con la scrittrice Di Pietrantonio voce narrante, organetto, bandoneon e lezione
L’AQUILA. Vite, emozioni, paesaggi, sensazioni. Tutto che ruota intorno (e si infila dentro) l’Abruzzo. Vari linguaggi, diverse le esperienze che si fondono nel progetto “Storie d’Abruzzo – Parole e musiche. Scrittura narrativa, invenzione poetica e nuove musiche” che la Società Aquilana dei Concerti “Barattelli” presenta in prima assoluta domani all’auditorium “Shigeru Ban” del conservatorio “Casella” dell’Aquila (sede di via Savini – zona Collesapone) con inizio alle ore 18.
Protagonista e lettrice dei passi narrativi è Donatella Di Pietrantonio, autrice pluripremiata le cui storie hanno una profonda collocazione nell’Abruzzo più riservato, con vicende, relazioni, personaggi fortemente connotati ed emozionanti. La parte musicale è affidata a due straordinari musicisti e compositori. Alessandro D’Alessandro, tra i migliori performer dell’organetto, strumento tradizionalmente legato all’Abruzzo, che sperimenta nella proposta musicale una originale integrazione con l’elettronica. A lui si affianca il bandoneonista, compositore e arrangiatore Daniele Di Bonaventura, la cui creatività artistica spazia dall’improvvisazione alla realizzazione di colonne sonore.
Insieme sperimentano una possibile parafrasi e rielaborazione intorno ai motivi più caratteristici del folklore musicale abruzzese, in una sorta di lunga “Suite” costruita su episodi successivi in alternanza agli interventi di lettura di Di Pietrantonio. Nata ad Arsita, laureata in Odontoiatria a L’Aquila e poi stabilita a Penne, Di Pietrantonio in Abruzzo ambienta le sue storie fin dal primo romanzo nel 2011, Mia madre è un fiume e poi in Bella mia, il cui tema ruota intorno al terremoto del 2009 (Premio Brancati). Ambientati in Abruzzo sono anche il terzo romanzo, L’Arminuta con il quale vince il Premio Campiello, poi divenuto uno spettacolo teatrale e un film, e il suo quinto romanzo, L’età fragile. (Premio Strega). Difficile sapere come queste storie abbiano ispirato i due musicisti e quali strade la creazione musicale possa prendere. Certamente i tratti fondamentali della musica popolare abruzzese, con i ritmi e le tradizioni legate all’organetto e alla fisarmonica saranno fonte di ispirazione. Per orientare la riflessione sul rapporto fra parole e musiche in contesti culturali popolari e socialmente caratterizzanti, il concerto è introdotto da Maurizio Agamennone, docente di Etnomusicologia all’università di Firenze e da Domenico Ferraro, docente di Storia della Filosofia moderna all’università di Roma Tre Tor Vergata.