Naturale, il vino artigianale è di scena a Navelli

5 Maggio 2016

Tre giovani aquilani organizzano la quinta edizione del Salone dal 7 al 9 maggio «Questo è un luogo d'incontro tra piacere e conoscenza, agricoltura e filosofia»

NAVELLI. La storia millenaria del Montonico del Gran Sasso teramano, le origini greche della Malvasia, i vini rosati "patrimonio della leggiadria", la valutazione del vino inteso come vitalità e ricchezza dall'uva al bicchiere. Cinquanta e più aziende vinicole da tutta la Penisola e numerose etichette europee, tra quelle che rifiutano ogni omologazione e raccontano l'unicità dei territori e delle annate. Palazzo Santucci apre le porte alla quinta edizione di Naturale- Salone del vino artigianale, dal 7 al 9 maggio (www. naturalenavelli.it).

Tre giornate alla scoperta di vitigni, cantine e territori che rincorrono i principi della viticoltura naturale, quella che non fa uso di prodotti di sintesi. Un mondo che conta crescenti seguaci del naturismo enologico e della filiera corta, il bere pulito e sano e l'incontro vis-à-vis col vignaiolo artigiano. Con la voglia di «andare oltre il bicchiere», come sottolineano i tre giovani organizzatori, Paolo Quaglia, Luca Paolo Virgilio e Benedetta Mastri, trentunenni aquilani riuniti nell'associazione DinamicheBio, al quinto anno di attività con il desiderio di rivalutare la qualità della vita e l'economia del territorio attraverso le sue peculiarità.

“Naturale” è il primo salone del vino naturale organizzato in Abruzzo. Perché a Navelli?

«Volevamo», rispondono i tre organizzatori, «esprimere una dimensione quasi fuori dallo spazio e dal tempo, legata ai valori espressi dalle aziende invitate di anno in anno. Cercando il luogo adatto siamo arrivati sulla piana di Navelli, il paese si trova a 750 metri di altitudine, Palazzo Santucci domina il borgo e la piana con eleganza. Quelle sale, il chiostro, la scala a due rampe che conducono al loggiato in cinque anni sono diventati un'icona della manifestazione. Naturale nasce dalla volontà di stabilire un contatto più profondo con il territorio diventando un percorso di crescita per tutti. La realtà locale ci ha accolto e sostenuto con entusiasmo davvero autentico».

Come sarà “Naturale 2016”? Quali novità rispetto alle scorse edizioni?

«“Naturale” è un appuntamento che ormai possiamo considerare rodato nell'impostazione. Ciò non toglie che i nostri sforzi siano sempre orientati a migliorare e diversificare la selezione di vini e cibi proposti ai visitatori e offrire sempre nuovi spunti di interesse. Con Sandro Sangiorgi di Porthos, una voce unica nel panorama editoriale di settore, proponiamo un approfondimento sulle capacità evolutive dei vini rosati. Con Leonardo Seghetti un focus storiografico legato a un vitigno autoctono abruzzese in via di riscoperta, il Montonico. Michele Lorenzetti racconterà della cristallizzazione sensibile, un metodo non convenzionale e affascinante di valutare la qualità intrinseca dei vini, secondo un'idea di Rudolf Steiner ( il filosofo ed esoterista austriaco ispiratore dell'agricoltura biodinamica, ndr). Chiude il programma di “Naturale 2016” Emanuele Giannone, che è tra coloro a cui sentiamo di dover dire un grazie particolare per il ruolo avuto nella genesi e nello sviluppo di “Naturale”. Giannone guiderà una “giocosa conversazione-degustazione” dedicata alla Malvasia, il vino dolce dei Mediterraneo orientale”. Da segnalare anche “Sapore, stoffa e senso del luogo”, sabato 7. Una degustazione diversa, un approccio inedito al vino con Sangiorgi. Sicuramente. Invece che una sfilata di vini frutto di tecniche e vitigni differenti, siamo andati alla ricerca del senso vero di un luogo, la comunanza espressiva di ciò che significa “tessuto”. In altre parole, l'impronta del luogo si manifesta attraverso la stoffa del sapore, nella combinazione tra gli estratti, la salinità e l'abbraccio complessivo del liquido sulla lingua. Potremo confrontare otto campioni di due aziende, una del centro e una del nord Italia condotte in modo interamente naturale».

L'interesse e un po’ anche la moda dei vini naturali lasciano prevedere che la vostra rassegna, attualmente un punto di riferimento nazionale per gli appassionati, richiamerà più visitatori che nelle scorse edizioni. Come pensate di gestire la capienza degli spazi espositivi?

«Selezionando sia il numero delle aziende invitate, poco più di cinquanta, che i banchi gastronomici, una dozzina, scelti in base a territorialità e unicità dei prodotti. Lo scorso anno ci sono stati oltre 1.400 visitatori. Anche tra gli operatori del settore, che possono usufruire dell'ingresso gratuito, Naturale sta diventando un appuntamento rilevante. Molti arrivano dalle regioni limitrofe e noi teniamo molto ad entrare in contatto con quelle realtà che portano il vino sulle tavole delle persone».

Secondo la vostra impostazione l'aspetto aggregativo sembra essere preponderante rispetto alla canonica rassegna con ordinati banchi di assaggio.

«“Naturale non si limita a portare importanti realtà vinicole in un territorio spesso trascurato dalle rotte mediatiche e del mercato. Il nostro appuntamento vuole essere un luogo d'incontro tra piacere e conoscenza, passione e curiosità, agricoltura vera e filosofia. Mettendo al centro il vino, bevanda che accompagna la storia umana da millenni e ne ha incarnato spesso le tensioni mistiche e divine».

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