Negli scatti di Adriani la vita di Bosco Martese

3 Ottobre 2021

La battaglia di libertà del 1943 impressa su volti e cortecce

Volti che accompagnano volti: le rughe del tempo impresse nella natura che si spianano sotto uno sguardo in cerca di memoria. Bosco Martese è un luogo di libertà, vera e sognata, quei faggi alti e solo apparentemente immobili custodiscono una storia che, se non recuperata, corre il rischio di diventare sempre più esile e silenziosa.
Una storia di quel 1943, non ancora lontano, ma nemmeno vicino, che racconta di una battaglia di popolo contro il nazifascismo. Luciano Adriani la recupera in un tempo lungo: la assimila da cronista, nei lunghi anni in cui, da fotoreporter, bloccava la memoria cerimonia dopo cerimonia; la restituisce da animo nobile e da maestro dell’immagine, con colpi di obiettivo raffinati, che stringono in un abbraccio passato e futuro, in un unico indissolubile presente.
Nasce dal cuore di un fotografo di razza “Bosco Martese - Testimoni del tempo”, la mostra presentata ieri mattina, che lunedì, alle 18, aprirà i battenti , nello spazio espositivo comunale L’Arca-Laboratorio per le arti contemporanee di Teramo. «Abbiamo sposato questo progetto convintamente e non solo dal punto di vista formale», ha sottolineato il sindaco Gianguido D’Alberto, «per il suo altissimo valore storico e culturale e per il messaggio che lancia alla nostra comunità. La storia va raccontata tutta, senza timori, e poi c’è quella storia che non basta raccontare ma va rievocata. La rievocazione della battaglia di Bosco Martese, nella forma in cui Luciano Adriani l’ha messa in campo, ha un valore straordinario. Non è più il monumento l’elemento fisico del ricordo, ma lo spazio, la natura di quella battaglia che si intreccia con i nostri giovani, i nostri ragazzi».
Il progetto di Luciano Adriani ha portato a Bosco Martese una ventina di studenti della facoltà di Scienza della comunicazione, una generazione nuova che ha sulle spalle gli stessi anni di quei giovani che, nel '43, morirono per la libertà. Sono loro che raccolgono la testimonianza rimasta custodita tra quelle cortecce che i nodi del tempo hanno trasformato in volti e che con una foto, diventano, simbolicamente, testimoni.
«Raccontando ogni anno Bosco Martese per lavoro mi sono immerso anche io in questi luoghi», ha spiegato Luciano Adriani, «e guardando questi alberi, questi faggi che ci riconsegnano volti espressivi, tragici, ho avuto l’idea. Ho cercato di pensare a come dare una carezza a quel posto, dimenticato da tutti. Ed è così che ha preso forma il progetto». Un lavoro costruito negli anni, elaborato cogliendo ogni luce ed ogni tempo, utilizzando ottiche e tecniche diverse ed accurate, ma soprattutto uno spirito di osservazione acuito dallo sguardo del cronista: le foto, una dopo l’altra, sono un monito a non dimenticare.
«Quando ci hanno chiesto di sostenere il progetto siamo stati ben contenti di farlo», ha detto la presidente dell’associazione Artruv'Arte Francesca Della Monica, «perché la mostra ha come tema quello della libertà, che non è mai scontata. Guardando le foto di Luciano si vede la sua attenzione alla natura, a quello che può trasmettere oltre il semplice scatto».
La curatrice della mostra, la giornalista culturale Anna Fusaro, ha ripercorso la genesi del progetto e illustrato le caratteristiche del percorso espositivo. «Luciano Adriani, oltre ad essere un fotografo di cronaca, ha anche una produzione “altra” fatta di fotografia di ricerca», ha messo in luce. «Inizialmente avevamo pensato di realizzare un’antologica divisa per sezioni, ma vedendo le foto di Bosco Martese ci siamo resi conto che era troppo importante per confinarla a una sezione. E così ha preso forma questa mostra, con 34 fotografie in cui i protagonisti diventano gli alberi del bosco, di cui vengono colti gli aspetti antropomorfi, che fanno quasi sempre emergere dei volti, delle facce che ci guardano così come ci guardano questi giovani, i cui volti sono ripresi accanto agli alberi, che hanno la stessa età di quei combattenti che si arroccarono a Bosco Martese in quei giorni e i cui sguardi ci interrogano su un tema così importante come quello della libertà».
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 16 ottobre con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 9-13; giovedì, venerdì e sabato 16 -19; domenica 10-13.
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