Nel romanzo di Pier Vittorio Buffa la tragedia della Ritirata di Russia

PESCARA. In attesa di pubblicare la sua ultima fatica letteraria, La casa dell’uva fragola, Piemme manda il libreria la nuova edizione di Ufficialmente dispersi, romanzo di Pier Vittorio Buffa,...
PESCARA. In attesa di pubblicare la sua ultima fatica letteraria, La casa dell’uva fragola, Piemme manda il libreria la nuova edizione di Ufficialmente dispersi, romanzo di Pier Vittorio Buffa, giornalista e scrittore, già direttore del Centro. Al centro del libro, vincitore nel ’95 il Premio Scanno, uno dei più tragici eventi dell’ultimo conflitto mondiale, la ritirata di Russia del 1943, nel racconto di un giovane ufficiale dell’Esercito italiano, dilaniato tra la fortuna del sopravvivere e l’impossibilità di rassegnarsi alla perdita dei suoi uomini. Storia quanto mai attuale, ambientata nei luoghi tornati tristemente alla ribalta con la guerra in Ucraina.
Con il plotone decimato, il Sottotenente si trova con un pugno di uomini a tentare la conquista di un gruppo di isbe dove passare la notte. La battaglia sembra vinta, ma il nemico contrattacca: il Sottotenente è l'unico che riesce a ripiegare, nessuno dei suoi uomini torna indietro. «Io vorrei solo chiedere a chi ordina le guerre, se l'uomo è nato davvero per combatterle»: è il dilemma morale del protagonista nel perdere i suoi uomini, senza vederli morti, nelle pianure dove oggi si è tornati a combattere e a uccidere. Gli “ufficialmente dispersi”, che il Sottotenente cercherà per tutta la vita sono rimasti in quella terra dove il soldato di oggi è tornato con in mano un fucile o dentro un carro armato a chiedersi “perché?”.