“Nero è il cuore del papavero” Il romanzo di Patrizia Tocci

27 Marzo 2017

di Marco Tabellione Rintracciare le orme del padre per riscoprire le orme di una civiltà millenaria, quella contadina, che la civiltà industriale è riuscita a seppellire in appena due secoli. Ma in...

di Marco Tabellione

Rintracciare le orme del padre per riscoprire le orme di una civiltà millenaria, quella contadina, che la civiltà industriale è riuscita a seppellire in appena due secoli. Ma in millenni di vita e sviluppo ciclico, la cultura contadina ha saputo regalare all'uomo valori e capisaldi che non tramonteranno mai. Almeno questo è il messaggio che si legge nel nuovo libro di Patrizia Tocci, aquilana di origine, trapiantata a Pescara dove insegna materie letterarie nelle scuole. "Nero è il cuore del papavero" (Tabula Fati, 11 euro, 126 pagine) questo il titolo del primo romanzo dell'autrice, che verrà presentato a Pescara al Mediamuseum, oggi alle ore 17.30, con una introduzione di Vito Moretti. Alla presentazione parteciperà l’autrice. Nel corso dell'evento verrà proiettato anche un video realizzato da Franca Visentin. Le letture sono a cura degli allievi della scuola di Teatro del Mediamuseum Profumo di scena diretta da Paolo Rosato e Rossella Mattioli. Le esecuzioni musicali con la fisarmonica a cura di Arianna Di Pasquale. Coordinerà l'evento, Dante Marianacci.

Più che di un racconto, il racconto della vita del padre, si tratta di un lungo colloquio con l'anima di chi non è più, che permette alla narrazione di adottare un'inedita e originale seconda persona, la quale dà alla storia un tono da confessione. E ciò non sorprende, perché si tratta di soluzioni elaborate da un'autrice che è soprattutto poetessa, e che con questo suo libro ha saputo fare poesia nella forma del dialogo, di un interrogare timido, quasi silenzioso, per chiedere, oltre il rendiconto della lunga vicenda sentimentale che lega un padre ad una figlia, chiedere soprattutto conto del perché della vita, chiedere perché la vita ha l'aspetto di una fisarmonica, come recita uno dei capitoli di questa lunga lettera. La fisarmonica, cioè il su e già tra speranza e disperazione, illusione e delusione, quell'altalena terribile e meravigliosa che ognuno si trova ad affrontare, quella transumanza, come la chiama in un'altra sezione l'autrice, di cui non ci è dato conoscere lo scopo, la fine. Resta, sola, una grande nostalgia, per le esistenze vissute insieme, i legami profondi, quello struggente nodo alla gola che fa scrivere a Patrizia Tocci pagine intense come questa: «Eppure sarebbe così semplice, se io potessi dirti ancora: buonanotte. Se esiste un altrove dove puoi sentire questo mio saluto, sappi che tre donne ti pensano e ti ricordano qui, stasera, sedute su un balcone e affacciate all'estate, appoggiate ai ricordi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA