No Man’s Land: l’arte della natura a Loreto Aprutino

Un museo senza pareti, l'utopia realizzabile di Yona Friedman, oggi e domani a No Man's Land, la più grande installazione site-specific mai realizzata dal visionario architetto franco-ungherese
LORETO APRUTINO. Un museo senza pareti, l'utopia realizzabile di Yona Friedman, oggi a No Man's Land, la più grande installazione site-specific mai realizzata dal visionario architetto franco-ungherese insieme all'artista Jean-Baptiste Decavèle. In Abruzzo, nella campagna vestina. Il grande arazzo naturale - sassi bianchi di fiume, mille canne di bambù e un dizionario immaginario inciso su oltre duecento alberi di noce - torna protagonista a circa un anno dall'inaugurazione, con una giornata "porte aperte" dedicata a interventi, installazioni , giochi, laboratori di costruzione e prove d'immaginazione.
Ore 13-17, il grande laboratorio è gratuito e aperto a tutti, curiosi, artisti e studenti invitati, annunciano i promotori della grande carovana Now (New operation wave), rete internazionale con la partecipazione di giovani architetti, artisti e curatori provenienti da diverse città italiane ed europee, con residenza estemporanea. Il progetto si snoda in un percorso partito da Venezia, venerdì, con la Montagne de Venise. All'ex Cotonificio, sede di Architettura- Iuav di Venezia, la presentazione del libro "Galleria Pieroni", dei cataloghi "Insieme, percorsi di ricerca tra arte e territorio" e "Montesilvano oggi" (Di Paolo Edizioni, Pescara). Ieri l'arrivo a No Man's Land , in contrada Rotacesta, a Loreto Aprutino. A suggello dell'internazionalità del progetto, a Parigi la stessa operazione è avvenuta in contemporanea nella piazza del Centre Pompidou, con l'aiuto dei passanti insieme agli studenti della capitale francese.
Oggi e domani a Loreto continuano le attività con gli studenti delle scuole primarie e secondarie, delle accademie e università. «Costruiremo assieme tetraedri, esaedri e dodecaedri. Basta poco: hula-hoop, scotch e voglia di partecipare!», si legge nell'invito. Nel programma odierno, il laboratorio di costruzione è alle 14. I partecipanti saranno introdotti all'architettura popolare di Friedman attraverso l'assemblaggio di moduli con gli hula-hoop. Alle 15.30 "Fore-st-ory": incisi sulla corteccia degli alberi di noce, i segni appartenenti al grande dizionario di Yona Friedman. Un momento di pura creatività interpretando 9 simboli a scelta tra tutti quelli della foresta. «Nuove visioni, re-inventare città, parchi, contrade e porti come luoghi di possibilità e scambio», è quanto teorizzano, e caldeggiano, i curatori dell'appuntamento, la rete Now con il supporto di Fondazione No Man's Land. «Un progetto internazionale molto importante nella sua semplicità, soprattutto in ragione del messaggio che vuole trasmetter»," racconta Mario Pieroni, presidente della Fondazione (il presidente onorario è Yona Friedman) creata col supporto di Ram Radioartemobile e Zerynthia Odv.
No man's land, in inglese terra di nessuno, in realtà è terra di tutti secondo l'impostazione data da Friedman, teorico di una visionaria simbiosi tra uomo e ambiente, uomo e architettura. «No man's land belongs to everybody», la terra di nessuno appartiene a tutti, recita appunto lo slogan dell'installazione artistica.
Domani giornata conclusiva a Loreto Aprutino, sede della Fondazione No man's land, nei Musei Civici. In mattinata c’è la visita guidata ai luoghi più suggestivi del centro vestino; nel pomeriggio le riflessioni conclusive.
«No man's land è un dono che l'arte fa a tutti», spiega Pieroni, "L'arte contemporanea può trasformare in modo sostenibile un territorio. L'idea è di restituire la natura alla gente, fare in modo che i giovani si affezionino al luogo e vogliano comunicarlo. Un modo per rivalutare le tradizioni culturali, spesso poco conosciute dagli stessi abruzzesi. L'Abruzzo di spunti in questo senso ha molto da offrire. Il messaggio di No man's land è che l'arte, la cultura, la creatività ampliano la visione delle cose e sono patrimonio di tutti indistintamente».
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