Nobel della chimica alla scienza che colora le nanotecnologie

5 Ottobre 2023

ROMA. Moungi G. Bawendi, Louis E. Brus e Alexei I. Ekimov sono stati premiati per avere scoperto i quantum dot, nanoparticelle piccole al punto che le loro dimensioni determinano le loro proprietà, a...

ROMA. Moungi G. Bawendi, Louis E. Brus e Alexei I. Ekimov sono stati premiati per avere scoperto i quantum dot, nanoparticelle piccole al punto che le loro dimensioni determinano le loro proprietà, a partire dal colore, secondo le leggi della fisica quantistica. Sono i più piccoli componenti finora noti nel mondo delle nanotecnologie e le loro possibili applicazioni vanno dai televisori alle lampade a Led, fino ai sensori utilizzati nella biomedicina.
Moungi Bawendi, 62 anni, è francese e ha studiato all’ Università di Chicago. Attualmente insegna nel Massachusetts Institute of Technology. Lo statunitense Louis Brus, 80 anni, ha studiato alla Columbia University, dove ora lavora. Alexei Ekimov, 78 anni, è nato nell'ex Unione Sovietica e ha preso il dottorato a San Pietroburgo. Ha lavorato alla Nanocrystals Technology di New York, dove era responsabile scientifico.
La scoperta dei punti quantici e stata una rivoluzione nella chimica: prima le proprietà degli elementi erano date dal numero di elettroni, ma l'arrivo delle nanoparticelle ha decretato che certe proprietà dipendono dalle dimensioni. Oggetti delle dimensioni di miliardesimi di metro come i punti quantici, «hanno proprietà affascinanti e assumono colori diversi a seconda delle dimensioni», ha detto il presidente del Comitato Nobel Åqvist.
Che nel nanomondo accadessero cose simili era previsto dalla comunità scientifica, ma per lungo tempo sono mancati strumenti per misurare le particelle. La svolta all'inizio degli anni '80, quando Ekimov ha ottenuto in vetro colorato i primi effetti quantistici legati alle dimensioni di nanoparticelle di cloruro di rame. Pochi anni dopo Brus ha dimostrato un fenomeno analogo nelle particelle libere di muoversi in un fluido. A perfezionare la tecnica è stato, nel 1993, Bawendi, che è riuscito a controllare la produzione di punti quantici, assicurando un alto livello di qualità. Oggi i punti quantici illuminano i monitor dei pc e gli schermi Qled delle tv, alcune lampade a led e sensori per studiare i tessuti biologici. Nel futuro di questa tecnologia ci sono dispositivi elettronici flessibili, sensori miniaturizzati, celle solari più sottili e comunicazioni quantistiche.