Noemi canta a Teramo: «Più che dalle vittorie imparo dalle sconfitte»

11 Agosto 2022

L’artista domani al Donne Summer: «È scattato un link con quel geniale testardo abruzzese di Enrico Melozzi»

TERAMO. «Sarà uno spettacolo energico, 90 minuti di musica attraverso le fasi della mia carriera, pezzi conosciuti e chicche meno note. Il pop per me è un grandissimo contenitore, in cui vi sono anche soul, blues, jazz, canzone d’autore. Fil rouge del concerto la mia voce. Ci saranno anche momenti più intimi, solo io voce e pianoforte». Noemi parla con entusiasmo al telefono col Centro del concerto che terrà a Teramo domani, alle 21 in piazza Martiri della Libertà. Voce black, tecnica e temperamento, empatia e talento, la cantante e autrice romana col suo Outdoor Tour è il nome di punta del 6° Donne Summer, rassegna ideata da Big Match e realizzata con Acs per Teramo Natura Indomita, il calendario estivo del Comune. Nove album, tantissimi premi, grande vocalità e personalità interpretativa, Noemi (che scrive le canzoni col suo nome, Veronica Scopelliti) è in tournée da giugno. «L’estate 2021 abbiamo girato con una formazione acustica, più raccolta, ora per fortuna siamo tornati a una formazione più ampia. Saremo io voce e piano, Alessandro “Duccio” Luccioli batteria, basso Gabriele Greco, tastiere Gianluca Massetti, chitarra elettrica e acustica Marco Rosafio, backing vocals Simona Farris». Greco è suo marito. «Eh sì, è un bravo bassista, non riesco a farlo fuori (ride)».
A gennaio ha compiuto 40 anni, ha fatto bilanci di vita e carriera o se n’è infischiata?
Me ne sono infischiata. Sono contenta di dove sono arrivata. Mi sembra tutto in divenire. I giri di boa non ha senso contarli, la vita non è un cerchio. Non mi interessa fare bilanci, c’è ancora tanta strada da fare.
La sua carriera è decollata dopo una non vittoria a X Factor 2009. Questo cosa le ha insegnato?
Che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. Vincere è utile nello sport, nei lavori in cui la performance è a peso. Nel lavoro artistico le occasioni si snocciolano attraverso altre dinamiche. Hanno più valore il successo e il rapporto col pubblico. Vasco Rossi ultimo a Sanremo, Zucchero penultimo lo insegnano.
Vasco, Curreri, Zampaglione, Masini, Morgan e altre firme hanno scritto per lei e con lei. Cosa vi fa incontrare e cosa la ispira?
Chi ha un certo modo di vivere la musica si riconosce. Sono felice che grandi autori vogliano collaborare con me. Deve esserci coerenza, un link, della chimica, tra chi collabora. Mi piace lavorare anche con cantautori più contemporanei come Carl Brave, ho contatti col mondo hip hop, ho fatto un pezzo soul con Myss Keta, “Una rosa a Lambrate”, che eseguo nel concerto. Amo da sempre Erykah Badu e il soul. Ascolto il rap, Drake, Kanye West, mi piace inserire questo sound, questi fraseggi nuovi.
Laurea al Dams in critica cinematografica e televisiva. Spesso ha scritto e diretto i suoi videoclip. Mai tentata dalla regia di un lungometraggio?
Mi sono divertita a scrivere i miei corti e clip, ma non girerei mai un lungometraggio. È stato solo un modo in più per raccontare me stessa e la mia musica.
Col maestro teramano Enrico Melozzi direttore d’orchestra a Sanremo 2012 ha conquistato il terzo posto. Che esperienza è stata? Continuate a collaborare?
Enrico ha un approccio molto contemporaneo, ama la tradizione classica ma ha un guizzo per il contemporaneo. Per l’album “Made in London” gli ho chiesto di fare gli archi. Mi trovo benissimo con lui, un testardo abruzzese. Con lui è scattato il link.
Ha lavorato pure con un altro abruzzese, Gabriele Cirilli.
Ero la sua corista a teatro, la mia prima esperienza lavorativa, nel 2005, ero piccolissima. Tutto divertente e bellissimo.